Apparizioni e profezie mariane a Quito (Ecuador), XVI secolo.

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Apparizioni mariane a Quito (Ecuador), 1582-1634.

(a cura di A.N.G.)

 

Con lo sviluppo del Rinascimento, durante il XV secolo, si aprì anche una fase di decadenza morale della gerarchia ecclesiastica, che si acutizzò verso la fine del ’400, dando spunto a numerosi ‘profeti’ dell’epoca, di predicare e sviluppare una riforma della Chiesa, come fece il servo di Dio fra Girolamo Savonarola (di cui è aperto il processo di beatificazione), san Gaetano da Thiene, san Bernardino da Siena, san Giovanni da Capistrano, e altri santi del tempo. Ma i vertici della gerarchia ecclesiastica del tempo, preoccupati più dei beni materiali che di quelli spirituali, non seppero dare forma concreta ad un rinnovamento morale della cristianità, provocando così vari disordini che sfociarono in vari movimenti ereticali, e infine, nel 1517, con l’inizio della riforma protestante, e il conseguente scisma. Come conseguenza di tali eventi, venne indetto il Concilio di Trento, che durò dal 1545 al 1563, dando il via ad un rinnovamento nella Chiesa, attraverso l’apporto di maggiore disciplina nel clero, e il prezioso contributo di nuove congregazioni religiose, come i carmelitani scalzi, i barnabiti, i teatini, i gesuiti, i somaschi, ecc. Fu in questo periodo di grandi mutamenti, che Dio, attraverso Gesù Cristo e la santa Vergine Immacolata, mandò alcuni messaggi profetici ad una umile suora a Quito, in Ecuador (all’epoca colonia spagnola): Madre Mariana de Jesus Torres. 1

Dal 1582 al 1634, la Serva di Dio madre Mariana de Jesus Torres, co-fondatrice di un monastero nella capitale dell’Ecuador, Quito, ricevette varie apparizioni celesti, di grande valore profetico, da parte della Madre di Dio e di Gesù Cristo. Alla suora le apparve la ‘santissima Vergine del Buon Successo’, che le profetizzò vari avvenimenti riguardanti la storia dell’Ecuador, del mondo e della Chiesa, alcuni su eventi accaduti nei secoli successivi, altri che sono cominciati a compiersi dal XIX secolo, fino al nostro tempo. Le straordinarie profezie mariane, parlano anche degli eventi successivi all’epoca presente, prevedendo il trionfo del Cuore Immacolato di Maria, preannunciato anche a Fatima.


All’età di 15 anni, Mariana entrò nell'anno di prova del noviziato, e il 4 ottobre del 1579, fece la professione dei voti perpetui, prendendo il nome di Madre Mariana di Gesù. Al momento della sua professione solenne, ebbe un’estasi. Vide Gesù che la prendeva come sposa, mettendo nella sua mano destra un anello di pietre preziose, e parlandole, Gesù le disse anche: “La tua vita sarà un continuo martirio”. Madre Mariana di Gesù accettò devotamente e umilmente, e Gesù promise di aiutarla. In quel momento conobbe anche, in forma velata, le future apparizioni della Vergine del Buon Successo. 
La giovane Madre Mariana di Gesù iniziò una vita di grande orazione e penitenza, guidata dallo stesso Gesù. 

Una notte, Madre Mariana pregava in chiesa, ai piedi del tabernacolo. Ad un certo momento, vide il tabernacolo splendere di luce soprannaturale, poi esso si aprì, e da esso uscì Gesù crocefisso, la santissima Vergine Immacolata, San Giovanni e santa Maria Maddalena, tutti a grandezza naturale. 
Gesù cominciò ad agonizzare, e la madre Mariana chiese alla santissima Vergine: “Mia Signora, è colpa mia?” La santissima Vergine Immacolata le rispose: “La colpevole non sei tu, ma il mondo peccatore”. 
Allora udì la voce di Dio Padre che disse: “questo castigo sarà per il secolo ventesimo”. 
Sopra la testa di Gesù apparirono tre spade, e per ognuna diceva: “Castigherò l'eresia, castigherò la blasfemia, castigherò l'impurità”. 
Allora madre Mariana conobbe tutto quello che sarebbe successo in quel secolo e successivamente. La santissima Vergine le chiese se voleva sacrificarsi per il popolo del ventesimo secolo, e madre Mariana di Gesù accettò. Allora le spade s'infissero nel suo cuore e cadde a terra, morta. 
Le monache la trovarono gelida nel coro della chiesa, e la trasportarono nel suo letto. Chiamarono il medico della comunità, il Dottor Sancho, che la dichiarò morta. 
Il popolo di Quito scese in piazza e arrivò al monastero, chiedendo di baciare la mano della morta, che già consideravano santa. I frati francescani arrivarono al letto di madre Mariana, e ne constatarono la morte. Allora il Padre Direttore, ispirato da Dio, le comandò: “Madre Mariana, ti ordino, nel nome della Santa obbedienza che, se sei morta, la tua anima torni al corpo perché viva, e ci possa raccontare cosa successe”. In quel momento, madre Mariana sospirò e aprì gli occhi ancora vitrei per la morte. Fu chiamato il Dottor Sancho, che non riuscì a dare nessuna spiegazione. 
Allora il Padre Direttore le chiese di raccontargli tutto quello che successe nel tempo in cui era stata morta, e madre Mariana raccontò che si presentò al Giudizio di Dio, e fu trovata senza colpa. Subito dopo fu presentata alla Santissima Trinità, di cui comprese una parte del mistero. Il Padre si rallegrò d'averla creata, il Figlio per averla redenta e lo Spirito Santo per averla santificata. Gesù le presentò allora due corone: una di gloria, e l'altra di gigli ma contornata di spine, e le chiese di sceglierne una, facendole capire che con la prima entrava nella gloria eterna, e con l'altra tornava nel mondo a soffrire. 
In quel momento conobbe tutte le future monache del suo monastero, con nomi e incarichi, fino alla fine del mondo. Vide quelle che sarebbero state fedeli e quelle infedeli. Seppe che, ritornando sulla terra, sarebbe stata maestra delle novizie. Vide come i Frati Francescani sarebbero stati allontanati dalla direzione del Monastero, e il dolore che questo fatto avrebbe causato. Le fu anche rivelato che il Monastero dell'Immacolata Concezione di Quito non finirà mai. Allora la santissima Vergine si avvicinò a lei e le disse: “Figlia mia, io lasciai le glorie del Cielo e scesi sulla terra per proteggere i miei figli. Voglio che mi imiti anche in questo, e ritorni alla vita, infatti la tua vita è molto necessaria per l'Ordine della mia Concezione. Guai alla colonia nel secolo ventesimo! In quel tempo sarà colpevole questa terra, e se non si troveranno anime che con la loro vita d'immolazione e sacrificio plachino la Giustizia divina, pioverà fuoco dal cielo che, consumando i suoi abitanti, purificherà il suolo di Quito...”. 
Madre Mariana rispose che non si considerava capace come maestra delle novizie, allora la santissima Vergine Immacolata le disse: “Figlia cara al mio Cuore, non temere. Non sarai tu propriamente la maestra, ma io. Attraverso di te trasformerò le novizie in sante religiose...”. 
Allora madre Mariana scelse la corona di gigli contornata di spine, e ritornò nel mondo per offrirsi come vittima a Dio. 
Durante tutta la sua vita conventuale, madre Mariana de Jesus fu vittima della persecuzione di monache infedeli o perché invidiose della sua santità, o perché volevano cambiare la stretta Regola francescana a loro piacimento, arrivando al punto di calunniarla e farla rinchiudere, varie volte, nel carcere del monastero. 


Apparizione del 2 febbraio 1594.
Una notte, madre Mariana udì un rumore terribile: sembrava che le pareti della chiesa crollassero. Corse a prostrarsi davanti al tabernacolo, e chiese a Gesù cosa fossero quei rumori. Gesù, dal tabernacolo, le rispose: “Figlia mia, questo che ascolti spiritualmente, soffriranno materialmente i tuoi successori; infatti verrà il tempo in cui i diavoli vorranno demolire questo Monastero, però non riusciranno finché esista spirito di sacrificio; e tu, figlia mia, preparati a ricevere la visita della mia Santissima Madre, con la quale vuole favorirti”. 

Madre Mariana, allora, si diresse piena di gioia nel coro superiore della chiesa, e iniziò a pregare con la fronte china sul pavimento. Dopo poco tempo, percepì qualcuno davanti a sé, e udì una voce dolce che la chiamava per nome. Si alzò, e vide una Signora bellissima, che aveva sulla mano sinistra il Bambino Gesù, e nella mano destra un pastorale d'oro, adornato di pietre preziose. Madre Mariana le domandò: “Bella Signora, chi siete e che cosa volete?”. 
La ‘Bella Signora’ le rispose: “Sono Maria del Buon Successo, la Regina del Cielo e della Terra. Nel braccio destro ho il pastorale che vedi, infatti voglio governare questo mio Monastero come Priora e Madre. I Francescani stanno per lasciare il governo di questo monastero, il quale ha bisogno, più che mai, in questa dura prova che durerà secoli, del mio rifugio e protezione. 
Satana iniziò a voler distruggere quest'opera di Dio utilizzando le mie figlie ingrate, ma non ci riuscirà, perché sono la Regina delle Vittorie e la Madre del Buon Successo, sotto la cui invocazione voglio fare prodigi in tutti i secoli, in favore di questo convento e delle sue monache. La tua vita sarà lunga per la gloria di Dio e della sua Madre che ti parla. Mio Figlio Santissimo ti presenterà il dolore in tutte le sue forme, per infonderti il valore di cui hai bisogno: prendilo dalle mie braccia e ricevilo nelle tue...”. 
La Vergine mise allora il Bambino Gesù tra le braccia di Madre Mariana, che lo strinse al cuore e lo adorò. L’incontro con Maria santissima e Gesù durò fino alle tre della mattina. Durante l'apparizione, la luce che emanava dalla Madre e dal Figlio illuminavano il coro di un intenso chiarore: finita, tutto rimase nell'oscurità. 
Madre Mariana, con il volto e l’anima trasformati, per la grandezza del dono ricevuto, si diresse al suo posto di Priora, per aspettare le consorelle che venivano per pregare l'Ufficio della Beata Vergine Maria. 

La devozione alla santissima Vergine Maria del Buon Successo, era una devozione spagnola molto antica, legata ai santi martiri di Abla: i soldati romani Apollo, Isacco e Crotato, convertiti al cristianesimo e martirizzati dall'imperatore Diocleziano, i quali furono salvati dalla Vergine del Buon Successo dal morire nel fuoco del rogo. La Vergine del Buon Successo veniva raffigurata con il Bambino sul braccio sinistro, entrambi coronati, e la Vergine con uno scettro nella mano destra. 


Apparizione del 16 gennaio 1599. 
Da diverso tempo madre Mariana venne perseguitata da alcune monache inosservanti, che con calunnie la fecero incarcerare nella prigione del convento. Fu in questo contesto di grandi sofferenze e privazioni, che la santissima Vergine Immacolata apparve nuovamente a madre Mariana.
Alla mezzanotte del 16 Gennaio, come d'abitudine, madre Mariana si mise in preghiera, mentre le sue consorelle dormivano. Era passata un’ora, quando udì un canto melodioso accompagnato da una cetra, e il carcere s'illuminò. Immediatamente cadde ai piedi della Croce dipinta sulla parete, e chiamò ripetutamente le sue consorelle, ma loro non si svegliarono. 
Allora vide San Francesco d'Assisi che suonava la cetra, e madre Maria di Gesù Taboada (una delle fondatrici del Monastero), che cantava. Quando finì il canto, la Madre le parlò del valore della sofferenza per amore dell'osservanza monastica. Dopo, San Francesco le disse che le lacrime e le preghiere che salivano dal carcere erano arrivate al Cuore di Dio, e che per il Suo Amore infinito per lei, li aveva inviati entrambi per consolarla e rallegrarla. Le raccontò che quando lui viveva sulla terra, un angelo aveva suonato la cetra per lui, e adesso che era nel Cielo, la suonava per consolare i Francescani che soffrivano persecuzioni sulla terra. Le disse che alcuni udivano la cetra con l'udito corporale, e altri l'udivano nello spirito. L'animò anche a continuare lottando e soffrendo per l'osservanza monastica, perché, per questo, la ricompensa in Cielo è grande. Quindi le annunciò l’imminente visita della santissima Vergine Maria, e poi scomparvero. 
La luce aumentò, e apparve la santissima Vergine Maria con il Bambino Gesù nel braccio sinistro, e il pastorale nel destro. Il pastorale aveva una Croce di diamanti, e nel centro della Croce, una di rubini con il nome Maria, molto luminoso. Madre Mariana non si pensava degna di questo favore, e tra le altre cose, disse alla santissima Vergine: 
“Bella Signora, chi siete e che desiderate da me, in questo luogo tanto oscuro in cui mi trovo, con le mie figlie dolenti? ... se sono davanti a un’illusione fantastica, ti chiedo, per il mistero della Santissima Trinità, della presenza reale di Gesù Cristo nell'Eucarestia e della Maternità Divina, che ti allontani da me, lasciandomi nell'oscurità della Fede, tanto dolce e affascinante per me...”. 

La santissima Vergine Immacolata le rispose: “Figlia mia molto amata, perché sei lenta e dura di cuore? Non è un’illusione fantastica quella che hai davanti agli occhi. Sono Maria del Buon Successo, la tua Madre del Cielo, alla quale ricorri sempre con questa invocazione conosciuta in Spagna. La tribolazione con la quale ti prova oggi mio Figlio Santissimo, è un dono celeste con il quale le anime si fortificano e trattengono l'ira divina, pronta a scaricare un castigo tremendo sopra l'ingrata colonia. Quanti crimini occulti si commettono nelle sue città e villaggi! Per questo motivo il Convento è fondato in questo luogo, nel quale Lui è offeso e sconosciuto. Istruisci le tue figlie e inculca alle presenti e a quelle che verranno, l'amore alla loro divina vocazione e al luogo che Dio e io scegliemmo come nostro possesso ed eredità. 
In tutti i secoli, io vivrò qui esteriorizzata in qualcuna delle mie amate figlie. Qui, nel mezzo dell’agitazione del mondo ingrato, Dio avrà qualche contemplativa, Spose degne di Sua Maestà, le quali, nell'oscurità, nel silenzio, nell'umiliazione e nel disprezzo, saranno forti per placare la Giustizia divina e acquisire grandi beni per la Chiesa, la patria e le anime. 
Fra poco tempo la patria nella quale vivi smetterà di essere una Colonia, e sarà una Repubblica libera. Allora sarà conosciuta come Ecuador, e avrà bisogno di anime eroiche per sostenersi in mezzo a tante calamità pubbliche e private. 
Qui, Dio troverà sempre anime simili a occulte violette, e nessun re della terra potrà, con i suoi tesori, edificare nuovi edifici in questo luogo, che è possesso di Dio. 
Gli sforzi degli uomini contro l'Agnello di Dio sono inutili! Io mi prenderò cura con sollecitudine materna di questo Monastero, e se fosse necessario sostenere con miracoli le mura che custodiscono la clausura, io le sosterrò. 
Nel secolo diciannovesimo vivrà un presidente veramente cristiano, forte e valoroso, al quale Dio Nostro signore darà la palma del martirio nella piazza dove sta questo convento. Lui consacrerà la Repubblica al Cuore Divino di mio Figlio Santissimo. 2 Questa consacrazione sosterrà la Religione Cattolica negli anni successivi, quelli che saranno infelici per la Chiesa. 
In quegli anni nei quali la massoneria, quella setta maledetta, si approprierà del potere civile, ci sarà una persecuzione crudele verso tutte le comunità religiose, e si scaglierà violentemente anche sopra questa comunità. A causa di quegli uomini disgraziati, il Monastero sarà condannato, ma come vive Dio e vivo io, gli metteremo difficoltà impossibili da vincere, e il trionfo sarà nostro. 
Per questo è volontà di mio Figlio Santissimo che tu stessa commissioni una mia statua, cosi come mi vedi, e la collochi sopra la cattedra della Priora, perché da lì, io governerò il mio Monastero, collocherai nella mia mano destra il pastorale e le chiavi della clausura, in segno di proprietà e autorità. 
Il mio Bambino Divino lo farai collocare nella mia mano sinistra: Primo, perché gli uomini comprendano che ho potere per placare la Giustizia Divina e conquistare la pietà e il perdono per tutte le anime peccatrici che ricorreranno a Me con il cuore contrito. 
Secondo, perché per tutti i secoli, le mie figlie comprendano che io gli addito e gli dò come modello della loro perfezione religiosa, Gesù stesso. 
La separazione dei Francescani in questo tempo fu permissione divina, ma passati pochi secoli, loro ritorneranno a governare questo mio amato gregge. 
Sarà felice e ricompensato da Dio quel prelato, figlio mio tanto amato, il quale chiederà al Papa, che i Francescani governino questo monastero. Quel giorno verrà quando la corruzione dei costumi, nel mondo, sembrerà sia arrivata al culmine. 
Felici, beate e molto amate da Dio saranno le mie figlie di quel tempo, che manifesteranno il desiderio di sottomissione ai Francescani, nel compimento della loro Regola, a quel Vescovo, figlio mio tanto amato. I loro nomi saranno scritti nel Cuore Santissimo di Gesù...”. 

Apparizione del 21 gennaio 1610.
Erano passati undici anni da quando Nostra Signora del Buon Successo aveva chiesto la realizzazione della sua statua. All'una del mattino del 21 Gennaio, madre Mariana andava a dormire, dopo aver fatto la penitenza della mezzanotte, per poi tornare alle tre della mattina per un’ora di preghiera nel coro superiore della chiesa. In quel momento, però, il coro si riempì di luce, e vide i tre santi Arcangeli, circondati da molti angeli. 

San Gabriele si fece avanti e le disse: “Privilegiata Sposa del Verbo Divino, vengo a darti la celeste notizia che, tra pochi istanti, parlerai con la tua Santissima Madre. Per questo vengo ad illuminare la tua intelligenza, col fine che tu riconosca la verità di questa e di altre apparizioni, e mai tu le possa né dimenticare né dubitare, perché sarebbe una grande ingratitudine verso Dio”. Allora l'Arcangelo proiettò un raggio di luce verso la mente di Madre Mariana. 

San Michele le disse: “Creatura felice e molto amata dalla Santissima Trinità, Dio è con te! Sono inviato dall'Altissimo per rinforzare il tuo piccolo cuore, perché possa ricevere l'abbondanza delle grazie divine che avrai nella comunicazione della tua Santissima Madre, e per confermarti in una solida umiltà, e farti forte contro qualsiasi danno che vogliano farti gli spiriti superbi …”. E l'Arcangelo proiettò un raggio di luce verso il suo cuore. 

San Raffaele le disse: “Felice creatura alla quale la generosità di Dio concesse vivere, ancora nella carne mortale, come beata. Il Signore ti ha comandato di far scolpire, come lei ti indicherà, la statua della Sua Santissima Madre che sarà venerata nei secoli futuri. Fui inviato per guarirti della cecità della mente, perché creda nella veracità delle apparizioni, tu che incauta dubitasti fino ad oggi. Da oggi in poi vedrai chiaramente, infatti, si dissiperanno i tuoi dubbi, che Dio tanto aborre”. L'Arcangelo proiettò un raggio di luce contemporaneamente sulla mente e sul cuore della Madre Mariana. In quella luce, Madre Mariana vide tutta la sua vita, e tutte le grazie e favori di Dio che avrebbe ricevuto nella sua vita, includendo la verità delle apparizioni della santissima Vergine Maria. 
Madre Mariana ringraziò i messaggeri di Dio per la luce che le avevano dato, e restò totalmente annichilita nell'attesa della volontà di Dio su di lei: “… dite al nostro Divino re, che la povera schiava di Sua Maestà, prostrata in terra, lo aspetta, perché si faccia di lei quel che Lui desidera, infatti tutto il mio cuore e tutto il mio essere gli appartengono …”. 
Rimase prostrata e con le braccia a croce fino alle due della mattina, fin quando la santissima Vergine Maria apparve con il Bambino Gesù tra le braccia. 
La santissima Vergine le disse: “Alzati, figlia prediletta del mio Cuore materno, e Sposa amata del mio Divin Figlio”. 

Madre Mariana si alzò, e vide la santissima Vergine Maria del Buon Successo a un metro e mezzo da lei, circondata di luce. Gesù Bambino, bellissimo, era sul braccio sinistro della Madre di Dio, che teneva un vistoso pastorale nella mano destra, come nelle precedenti apparizioni. 
All'inizio, la santissima Vergine Immacolata le parlò dell'amore di Dio e di Lei verso le anime. Le mostrò le anime di tutte le religiose del Monastero che si sarebbero perse, durante i secoli, nonostante tutti i loro sforzi per salvarle, dato che Dio rispetta il libero arbitrio delle sue creature. Dopo le parlò dell'enorme numero delle religiose fedeli che sarebbero vissute nel Monastero, dimentiche di sé, in eroica e nascosta santità, e che quelle anime beate, cosi come lei (madre Mariana), avrebbero fermato il braccio della Giustizia divina. 
La santissima Vergine continuò la sua spiegazione: “Perché ti faccio sapere che, alla fine del secolo diciannovesimo e fino a un poco oltre la metà del secolo ventesimo, nella colonia che allora sarà la Repubblica dell'Ecuador, si accenderanno le passioni e ci sarà una totale corruzione dei costumi, per cui regnerà satana nelle sette massoniche, e danneggerà primariamente l'infanzia, col fine di mantenere la corruzione generale. 
Poveri i bambini di quel tempo! Difficilmente riceveranno il Sacramento del Battesimo e della Cresima. Il Sacramento della Confessione lo riceveranno solo quelli che frequenteranno le scuole Cattoliche, che il diavolo cercherà di distruggere, usando persone autorizzate. 
Lo stesso succederà con la Sacra Comunione. Quanto mi addolora manifestarti che ci saranno molti e gravissimi sacrilegi, pubbliche ed occulte profanazioni della Santa Eucarestia! Molte volte, in quel tempo, i nemici di Gesù Cristo, istigati dal diavolo, ruberanno nelle città le Ostie Consacrate, con l'unico fine di profanarle! Mio Figlio Santissimo sarà buttato al suolo e calpestato da piedi immondi. 
In quel tempo sarai conosciuta, e sapranno i favori che ti ho fatto; insieme a questa conoscenza verrà anche il culto alla mia Sacra Immagine che oggi ti ordino strettamente: commissionala tale e quale mi vedi, e mettila sopra la sede abbaziale, perché io, da lì, governi e diriga le mie figlie, e sostenga questo Monastero; infatti il diavolo, usando buoni e cattivi, intraprenderà una dura battaglia per distruggerlo. 
In questo tempo, il Sacramento dell'Estrema Unzione sarà poco considerato, perché in quella povera patria mancherà lo spirito cristiano. Molte persone moriranno senza riceverlo, sia per il disinteresse delle famiglie, sia per un malinteso affetto verso i loro malati; altri, perché contrari allo Spirito della Chiesa, spinti dal maledetto demonio, privando in quel modo le anime di innumerevoli grazie, per fare il gran salto dal tempo all'Eternità, alcune persone moriranno senza riceverlo, per giusto e segreto castigo di Dio. 

In quanto al Sacramento del Matrimonio, che simbolizza il Matrimonio di Cristo con la sua Chiesa, sarà attaccato e profanato in tutti i modi. La massoneria, che allora regnerà, imporrà leggi inique con il fine di distruggere questo Sacramento; facilitando a tutti la mala vita, propagandosi la generazione di figli mal nati, per non avere la benedizione della Chiesa. Aumentando gli effetti dell'educazione laica, diminuiranno le vocazioni sacerdotali e religiose. 
Il Sacramento dell'Ordine Sacerdotale sarà ridicolizzato, oppresso e disprezzato, perché in questo Sacramento si opprime e denigra la Chiesa di Dio e Dio stesso, rappresentato dai suoi Sacerdoti. Il demonio procurerà di perseguitare i Ministri del Signore in tutti i modi, e lavorerà con crudele e sottile astuzia per sviarli dallo spirito della loro vocazione, corrompendo molti di loro. 
Questi che scandalizzeranno il popolo cristiano, faranno ricadere sopra tutti i sacerdoti l'odio degli stessi cristiani e dei nemici della Chiesa Cattolica, Apostolica e Romana. Questo apparente trionfo del diavolo attirerà sofferenze enormi ai buoni pastori della Chiesa e all'eccellente maggioranza dei buoni Sacerdoti, oltre che al Pastore Supremo e Vicario di Cristo in Terra, che prigioniero nel Vaticano, verserà segrete e amare lacrime in presenza del suo Dio e Signore, chiedendo luce, santità e perfezione per tutto il clero dell'universo. 
Oltretutto, in quei tempi infelici ci sarà un lusso sfrenato, che oltre ad essere un laccio di peccato per gli altri, conquisterà innumerevoli anime frivole, quelle che si perderanno. 
Quasi non si troverà innocenza nei bambini, né pudore nelle donne, e in quella estrema necessità della Chiesa, chi a suo tempo doveva parlare, tacerà. 
… tue figlie … placheranno la Giustizia divina, ricorrendo a me sotto la invocazione del Buon Successo, la cui immagine chiedo e comando che tu faccia eseguire per consolazione e sostegno del mio Monastero e dei fedeli di quel tempo, epoca in cui ci sarà una grande devozione nei miei confronti, che sono la Regina della Chiesa sotto varie invocazioni. 
Questa devozione sarà il parafulmine collocato tra la divina Giustizia e il mondo prevaricatore, per impedire che si scarichi su questa terra colpevole il formidabile castigo che merita. Oggi stesso, all'alba, andrai a parlare col Vescovo, e gli dirai che Io ti chiedo di ordinare affinché venga scolpita la mia Immagine, per essere posta alla testa della Comunità, con il fine di prendere completo possesso di ciò che per tanti titoli mi appartiene. Come prova della veridicità di quello che dirai, lo stesso Vescovo morirà fra due anni e due mesi, dovendosi già preparare per il giorno dell'Eternità, perché la sua morte sarà violenta. 
Lui dovrà consacrare la mia Immagine con l'Olio Santo, e le porrà il nome di Maria del Buon Successo della Purificazione o Candelora. In questa occasione solenne, lui stesso porrà nella mano destra della mia Immagine, insieme al pastorale, le chiavi della clausura. 
Allora, in quel momento, Io prenderò possesso completo di questa mia casa, e mi obbligherò a conservarla illesa e libera da ogni sopraffazione, fino alla fine dei tempi. 

Oltre a questo, dirai al Vescovo, il cui zelo è indiscreto e seminatore di discordia e rancore tra il clero e il popolo: “Ogni Vescovo deve essere padre con ogni tipo di persona, senza nessuna eccezione, a somiglianza del Pastore divino, Gesù Cristo, che dice: “Imparate da me che sono mite e umile di Cuore”. Tutte le creature sono uguali nell'anima, e il Cielo è stato creato per tutti quelli che vogliano andarci; infatti il mio Figlio Santissimo morì come Redentore di tutti in un ingiurioso patibolo, senza escludere nessuna anima. Quelle che si condannano è perché lo vogliono. Devi sapere che la vita mortale è il tempo per le creature. Verrà però il tempo e l'ora di Dio, nel quale Lui farà rendere conto a ogni sua creatura di tutti i suoi atti e delle loro conseguenze. Giudicherà e darà sentenze con perfetta equità.”

Quinta apparizione, 2 febbraio 1610. 
Il primo di febbraio, la comunità del Monastero si preparava per celebrare la festa della Purificazione o Candelora, per il giorno dopo. 
Quello era il nome con il quale Nostra Signora si era presentata alla Madre Mariana: “Sono Maria del Buon Successo della Purificazione o Candelora”. Era circa l'una del mattino del 2 febbraio, quando Madre Mariana pregava nel Coro alto, come d'abitudine. Il pensiero di Madre Mariana era concentrato continuamente sulla perfetta obbedienza di Maria, nel compiere il rito della Purificazione. Verso le due e mezza, decise di ritirarsi a riposare, quando vide la Vergine Santissima, circondata da stelle luminose che formavano un arco. La santissima Vergine Immacolata era molto seria, e Madre Mariana lo notò. Quindi le disse: “… Madre mia, la vostra povera figlia non sopporta più di vedervi così … io obbedirò immediatamente al vostro comando, anche se mi costi la vita e anche il mio Convento”. 
La santissima Vergine Maria le rispose: “Creatura lenta e dura di cuore, forse non sai che sono una Regina potente, e ti ho dato un ordine conoscendo bene tutte le cose? Perché dubiti? Perché hai paura quando non c'è da temere? Il Convento è una mia Fondazione, io lo amo più di te. Con la mia statua non favorisco solo te e il mio Convento, ma anche il popolo in generale attraverso i secoli, ed essendo questo mio Convento la base, sarà la salvezza di molte anime, perché le toglierò dall'abisso di colpe nelle quali si trovano. Quante conversioni ci saranno! E vuoi farti responsabile di tante anime, facendoti sorda alla mia voce e al mio comando? E se non obbedisci immediatamente, ti ritirerò i tesori di grazia che ti ho dato, e li darò ad un’altra anima, migliore della tua”. 
Madre Mariana le rispose: “Bella Signora, vi chiedo perdono e Misericordia. Oggi stesso parlerò con il Vescovo per dare inizio alla scultura della vostra santa Immagine. In più, come l'amore e la confidenza filiali sono grandi, permettetemi, senza offendervi, che ripeta i miei timori, e vi chiedo una Grazia che come Madre non me la potete negare. 
Il timore che ho è che, siccome le persone di questa terra sono tanto inclinate alla idolatria, approfitteranno di questa occasione per consegnarsi a quella pratica. La grazia che vi domando è che il mio nome resti nascosto, col fine che voi, Bella Signora, siate glorificata, e io sempre nascosta. Datemi un’altra volta la misura della vostra altezza, perché io possa almeno indicare correttamente la vostra altezza, dato che sarà impossibile esteriorizzare i vostri lineamenti, fino a quando la vostra scultura non sarà lavorata dagli angeli”. 

La santa Vergine le rispose: “Figlia amata del Mio Cuore, la tua umiltà mi piace, già è perdonata la tua disobbedienza. Vai, quanto prima, a parlare col Vescovo. Sbrigati a far scolpire la mia Immagine, che il tempo vola: e solo ha ancora due anni di vita, l'attuale Vescovo scelto per consacrare la mia Immagine. Digli anche, che nella sua ultima agonia tu ed Io saremo al suo lato. Se lui ti domanda “come ti troverai lì?”, tu gli risponderai che per Dio e la Sua Santissima Madre niente è impossibile, perché sono regali alle sue creature. In relazione al tuo nome, mi compiaccio della tua richiesta. Dì al Vescovo da parte mia, che è volontà di mio Figlio Santissimo e mia, che il tuo nome si nasconda a tutti; sia fuori che dentro la clausura, perché nel tempo attuale è conveniente che nessuno sappia da dove venne l'idea di fare l'Immagine, questa conoscenza è riservata alle genti del secolo ventesimo. 

In quell'epoca, la Chiesa si troverà combattuta per le orde delle sette massoniche, e la povera patria ecuadoriana sarà agonizzante per la corruzione dei costumi, il lusso sfrenato, la stampa empia, l'educazione laica. Campeggeranno i vizi dell'impurità, la blasfemia e il sacrilegio, in quel tempo di depravata desolazione, e azzittendo chi dovrebbe parlare. 
… quando nel secolo ventesimo si pubblicherà il tuo nome, molti non crederanno. La fede umile e sincera nella verità delle mie apparizioni a te, mia figlia prediletta, è riservata per le anime, umili e fervorose, docili alle ispirazioni della Grazia, perché il nostro Padre Celeste comunica i suoi segreti ai semplici di cuore, e non a ai cuori gonfi di superbia, orgogliosi di quello che possiedono, o infatuati dalla vana scienza.  
Non ti preoccupare dei lineamenti della mia Immagine. Perché saranno come io voglio, per gli alti fini a cui è destinata. Dammi adesso un capo della corda che porti alla cintura, perché possa applicarla io stessa sulla mia fronte; tu con l'altra estremità toccherai la punta del mio piede destro, e avrai la misura esatta della mia altezza, e senza chiedere altre prove alla tua Madre Celeste, manda a costruire la mia Immagine”. 
La corda si allungò miracolosamente come nell'apparizione precedente, fino ad arrivare all'esatta altezza della Vergine Maria. Il Bambino Gesù sosteneva all'estremo che toccava la fronte di Sua Madre, ed estendendo la sua manina lo diede a Madre Mariana. Il Bambino Gesù le disse: “… Conserva con venerazione questa corda. Voglio che in tutti i secoli si misurino con questa corda tutte le figlie che resteranno qui. Questa è la misura: misureranno la loro umiltà, il loro silenzio, la loro carità, la loro tolleranza, il loro amore a Me e alla Mia Santissima Madre, nel cui specchio devono tutte guardarsi. Come religiose voglio che abbiano il Mio Spirito in tutti gli atti della loro vita. Il mio Spirito è di pazienza, mansuetudine, abnegazione e totale consegna al volere divino, lasciando anche la loro felicità eterna alla volontà amorosa del mio Cuore divino. 
Perché Io abbia le mie delizie tra le anime religiose, vivo nascosto sotto le specie del pane, nel Sacramento dell'Eucarestia, esposto ad irriverenze e profanazioni da parte dei miei nemici… mi dò per soddisfatto con l'amorosa compensazione di queste anime religiose, con le quali vivo sotto lo stesso tetto.
In questi primi secoli, voglio che il tuo nome rimanga nascosto, cosi come resteranno nascosti i nomi di molte anime eroiche, mie spose, che vivranno in questo monastero per aiutarmi a sospendere il braccio della Giustizia divina. 
Voglio dare a te, e in te, a tutte le Religiose fedeli che vivranno in questo monastero fino alla fine dei secoli, questa piccola Croce d'oro, simbolo delle sofferenze interiori ed esteriori, insegna con cui si presenteranno al Giudizio alla fine della loro vita. Allora Io le riconoscerò come mia proprietà e le introdurrò in Cielo …”. 

Detto questo, il Bambino Gesù scese tra le braccia di Madre Mariana, e le introdusse nel cuore una Croce d'oro molto piccola, adornata con perle e pietre preziose. Dopo ritornò tra le braccia di Sua Madre. La santissima Vergine Immacolata abbracciò Madre Mariana, e l'apparizione terminò. 

Madre Mariana chiamò prima il suo Direttore Spirituale, frate Giovanni Mendoza della Madre di Dio, il quale possedeva il dono del discernimento degli spiriti e un amore immenso per la santissima Vergine Maria. Frate Giovanni comandò che la Comunità pregasse tutto il giorno, affinché il Vescovo accogliesse favorevolmente la richiesta della Santissima Vergine Maria, e così fece anche lui. 
Alle tre della mattina, frate Giovanni ebbe un’estasi, ritornando in sé dopo un’ora e mezza. Si dispose pieno di gioia per la santa Messa, che celebrò tra le lacrime. Terminata la santa Messa e il ringraziamento, si diresse al Monastero dell'Immacolata Concezione, e chiamò al confessionale Madre Mariana. 
Frate Giovanni raccontò a Madre Mariana che lui aveva visto santa Maria del Buon Successo alle tre della mattina, e che la santissima Vergine Immacolata gli aveva confermato il suo desiderio che si facesse l'Immagine quanto prima. 
Frate Giovanni aggiunse: “Mi rivelò il fine che ne ha Dio, fino alla fine dei tempi, e le grazie che riceveranno le anime con questa devozione. La Santissima Trinità confermò il desiderio della mia Regina, saranno benedetti da Dio tutti quelli, che con il loro impegno e le loro risorse, contribuiranno all'esecuzione della Santa Immagine, e anche quelli che si dedicheranno alla propagazione della sua devozione in tutti i secoli. Questa devozione sarà la salvaguardia di questa terra, in quei tempi, in cui non sarà più una colonia ma una repubblica libera e sfrenata”. 
Frate Giovanni le ordinò di chiamare immediatamente il Vescovo e, dandole la benedizione, si ritirò. 
Madre Mariana inviò una lettera al Vescovo, Salvatore Rivera, chiedendogli di parlare con lui. S'incontrarono nel confessionale, e Madre Mariana gli raccontò tutto quello che riguardava l'Apparizione del 2 Febbraio. Il Vescovo, commosso, rimproverò Madre Mariana per non averlo chiamato prima, e le disse di chiedere alla santissima Vergine Immacolata di allungargli la vita, più in là dei due anni profetizzati. Volle anche sapere dei favori che Dio le aveva regalato durante la sua vita. Restò edificato. Alla fine disse: “Vostra Reverenza faccia conforme alla richiesta della Regina del Cielo. Le chiavi d'argento le farò fare a mie spese, e ordinerò che si collochino nell'apertura delle chiavi, una Croce; infatti senza di lei, non si aprono le porte del Cielo”. 
Il 5 febbraio del 1610, Madre Mariana chiamò lo scultore spagnolo Francesco del Castillo, e gli disse: “Vogliamo far scolpire una statua della Santissima Vergine, sotto l'invocazione, tanto consolante, del Buon Successo, non come quella che si venera in Spagna, ma del Buon Successo di questa colonia. Questa non sarà una statua qualsiasi, dovrà avere vita. L'altezza la darò io, infatti la statua avrà l'altezza esatta di Nostra Signora”. Mentre Madre Mariana parlava così, lo scultore sentì il desiderio di morire per contemplare la bellezza della santissima Vergine Maria, e le rispose: “La misura dell'altezza … riceverò con venerazione, considerandomi fortunato per essere stato scelto, come si tratta di un opera tanto straordinaria, voglio che sia fatta di un legno speciale, perché duri, se fosse possibile, fino alla fine dei tempi”. 
Lo scultore si assentò da Quito per cercare il legno, e ritorno alla fine di agosto. Allora disse alle Madri: “… consideratemi ben pagato per il fatto di essere stato scelto io, e non un altro scultore, per realizzare quest'opera. Vi prego di non dimenticarvi mai di me nelle vostre preghiere, e che queste preghiere si perpetuino per me e per la mia famiglia, cosi come si perpetuerà la Santa Immagine che inizierò a scolpire il 15 di Settembre, dopo essermi confessato e comunicato …”. 

Le Madri Fondatrici chiesero il permesso al Vescovo, affinché lo scultore potesse lavorare all'Immagine nel Coro alto, per poterlo aiutare in quello che fosse necessario, e fu concesso. Con frequenza si vedeva lo scultore piangere, mentre lavorava l'Immagine. Il Vescovo visitava l'opera, e chiedeva alle monache preghiere per essa. 
Madre Mariana chiamò allora la Marchesa de Solanda, e le disse: “… il Vescovo e io abbiamo deciso di fare scolpire una Immagine di Maria Santissima, sotto la consolante invocazione del Buon Successo, però diversa dalla Santa Immagine che si venera in Spagna. Quella porta lo scettro di Regina nella mano destra, questa ha il pastorale e le chiavi della Clausura, per governare questa casa fino alla fine dei tempi. Le chiavi della Clausura le darà il signor Vescovo, la corona il sindaco”. Allora Madre Mariana le disse che aveva necessità di qualcuno che donasse il pastorale. La Marchesa, onorata, le disse che lei avrebbe fatto fare il pastorale. Madre Mariana le disse che la statua aveva l'esatta altezza della santissima Vergine Maria, e la Marchesa le chiese di vedere quella misura. Allora avvenne un miracolo. 
La Marchesa aveva il braccio sinistro fratturato e immobile, per essere caduta tre giorni prima in una strada di Quito. Quando Madre Mariana portò le due corde con le quali aveva misurato la Madre di Dio nelle due Apparizioni, la Marchesa ne prese uno e lo strinse contro il petto, con entrambe le mani. La Marchesa, molto emozionata, ringraziò del favore Madre Mariana, e se ne andò senza accorgersi che la frattura era guarita istantaneamente. 
All'arrivare a casa, arrivò il dottore per esaminarla, e si sorprese nel vedere il suo braccio sano. Solo allora la stessa Marchesa si rese conto del miracolo che si era operato in lei. Il dottore le disse: “Signora, certamente fu un miracolo! Umanamente parlando, niente poteva curarla in questo modo, la ferita era grave e doveva durare almeno tre mesi, accompagnata da forti dolori.” Tutto questo successe alla fine di settembre del 1610. 

La statua la scolpiva Francesco del Castillo nel Coro superiore, il pastorale l'ordinò la Marchesa de Solanda in Spagna, e a Quito vennero ordinate la corona dal sindaco, e le chiavi d'argento, bagnate in oro, dal Vescovo. 

Il Vescovo Rivera era entrato molto giovane nell'Ordine Domenicano di Lima. Era molto bravo come oratore e come insegnante, molto preparato nelle scienze ecclesiastiche. Però l'aveva pregiudicato la vanità che aveva per la nobiltà della sua famiglia, e sentiva un certo sdegno per la gente meticcia di Quito. Per questo, non amava il suo gregge con la compassione e la carità soprannaturale necessaria in un Vescovo; era duro e freddo. 

 

SESTA APPARIZIONE, 15 DICEMBRE 1610. 
La notte del 15 dicembre del 1610, il Vescovo ebbe un sogno. Sognò che gli veniva una violenta malattia di tre giorni. Nel momento della sua morte, vide che Madre Mariana era insieme a lui al lato del suo letto, chiedendo misericordia per lui. Si presentò al Giudizio di Dio con tutte le mancanze commesse durante il suo governo. Voleva allegare qualcosa a suo favore ma non trovava niente, quando vide la santissima Vergine Maria, portando nelle sue mani delle chiavi. La santissima Vergine s'inginocchiò davanti al Tribunale di Dio, e disse: 
“Questo figlio mio mi consegnò le chiavi della clausura del Convento della mia Immacolata Concezione, e per questo con queste chiavi chiuderò il Tribunale di Giustizia per aprire l'Infinita Misericordia …”. 
E allora iniziò un Giudizio con Misericordia, e vide tutti gli anni di purificazione ai quali si destinava la sua anima prima d'entrare in Cielo. Il Vescovo si svegliò terrorizzato, e si mise a recitare il Rosario. 

Quella stessa notte, Madre Mariana pregava come d'abitudine davanti al Santissimo Sacramento. In un momento, vide aprirsi il Tabernacolo, e il Coro superiore si illuminò di una luce intensa. Nel mezzo della luce, vide la Santissima Trinità presente nell'Ostia, Gesù vestito come un Vescovo, che le disse: 

“Mia amata Sposa: Quanto desidera il mio Cuore, che i Vescovi e i Pastori siano veri Padri, per tutti e ognuno dei suoi figli! Il grande edificio della Carità pastorale deve alzarsi molto alto nei Pastori della Chiesa, ai quali consegno la cura delle anime, tutte senza eccezione di età, genere o condizione. La nobiltà terrena si diluisce nell'ampia regione dell'Eternità, nella quale solo il valore e la pratica delle virtù servono, oltre a compiere bene i propri doveri. Quante volte un povero contadino, ignorante delle scienze umane, però buon cattolico e diligente nel compimento dei suoi doveri, ha più gloria nel Cielo, che molti savi di alta condizione! Tutte le anime, senza eccezione, sono esseri nobilissimi, usciti dalla mano della Divinità, destinate a regnare un giorno nei Cieli, come Principi nei loro possessi …”. 

Riguardo al Vescovo Rivera, Gesù le disse: “… il suo debito è grande. Oltretutto fu un Religioso dell'Ordine Domenicano, tanto amato da Mia Madre, dove apprese la melodiosa devozione del Salterio Mariano (il santo Rosario), mediante il quale la Giustizia Divina non può resistere nel perdonare popoli o anime colpevoli. Il vescovo ama la Mia Santissima Madre, l'onora con il Salterio, e colloca nelle sue mani quasi onnipotenti, le chiavi di questa Clausura, e per questo sarà trattato con Misericordia il giorno della sua morte, che sarà il giorno 24 marzo del 1612, un anno dopo della collocazione in questo Coro dell'Immagine della Mia Santissima Madre. Mentre io ti parlo, dò al vescovo, in sogno, una Grazia e un aiuto. Lui sogna che muore repentinamente, va al Tribunale Divino per rendere conto dei suoi atti e ricevere la sentenza di fuoco espiatorio per lunghi anni, cosa che accadrà realmente. Prega tu, con le tue Religiose, per gli ecclesiastici, per la Chiesa e per questa colpevole colonia. Qui vivo e vivrò con le mie figlie molto amate, che in nessun tempo mi mancheranno”. Dopo queste parole, la celeste visione terminò. 


16 GENNAIO 1611, IL MIRACOLO DELL'IMMAGINE DI MARIA DEL BUON SUCCESSO. 
Il 2 febbraio del 1611, era il giorno stabilito per la consacrazione della statua con l'Olio Santo, che sarebbe stata battezzata con il nome di Maria del Buon Successo della Purificazione o Candelora. Il 2 gennaio arrivò a Quito il prezioso pastorale, ricoperto in oro e adornato con pietre preziose. 
Il 9 gennaio, la Marchesa portò il pastorale al Monastero. La Marchesa disse a Madre Mariana: 
“… siccome mi è stato chiesto solo questo piccolo ossequio, donerò anche, in quel giorno, le doti necessarie a cinque giovani che vogliano abbracciare lo stato religioso in questo Convento benedetto, in omaggio alle cinque lettere che compongono il nome di Maria Santissima. Dato che non merito la fortuna di essere monaca, darò monache al mio Convento”. 
Madre Mariana le chiese d'essere la madrina della statua, con queste parole: 
“Le vogliamo chiedere un altro favore che voi, signora, vi degniate d'accettare l'incarico di essere la madrina della Santa Immagine. Maria Santissima, Nostra Madre, vi scelse, e vi chiede se accettate”. La Marchesa accettò felice. 

Il giorno successivo, il 10 gennaio, il Vescovo andò a vedere la statua, e la trovò quasi finita, mancava solo l'ultima mano di pittura. Lo scultore disse che andava a cercare delle tinte particolari al nord, e che sarebbe stato di ritorno il 16, per terminare l'opera. 

Nella preghiera comunitaria del 15 gennaio, il Signore disse a Madre Mariana che, nelle ore notturne del 16 gennaio, lei avrebbe presenziato la Sua Misericordia a favore del Convento e del popolo. 
A mezzanotte, mentre pregava, Madre Mariana vide che il Coro e la chiesa si illuminavano di luce soprannaturale. Il Tabernacolo si aprì, e vide la Santissima Trinità nell'Ostia. Conobbe l'Amore delle Tre Divine Persone per la Santissima Vergine. A un gesto della Santissima Trinità, gli Arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele si misero di fronte al Trono di Dio, e gli fu incaricato qualcosa. Gli Arcangeli fecero una profonda riverenza e si diressero al Trono della santissima Vergine. San Michele le disse: “Maria Santissima, Figlia di Dio Padre”, San Gabriele continuò: “Maria Santissima, Madre di Dio Figlio” e San Raffaele terminò: “Maria Santissima, Sposa di Dio Spirito Santo”. 
I Cori Angelici si unirono e cantarono tutti: “Maria Santissima, Tempio e Tabernacolo della Santissima Trinità”. 

In un secondo momento, Madre Mariana vide le Tre Divine Persone nel Coro, illuminando con la loro Luce la statua non ancora terminata. Allora apparve San Francesco d'Assisi, con le stimmate visibili, dalle quali sgorgavano raggi di luce. San Francesco e i tre Arcangeli si avvicinarono all'Immagine incompleta, ed in un istante la rifecero. Fu una trasformazione tanto rapida che Madre Mariana non poté percepire come accadesse. 
Dopo, San Francesco d'Assisi prese il cordone bianco della sua cintura, e lo cinse ai fianchi della statua. San Francesco disse: “Signora, consegno al vostro amore materno i miei figli e figlie dei tre ordini che fondai. Ti consegno oggi e per sempre questo mio Monastero edificato sotto la mia cura”, e si ritirò. L'Immagine continuava ad essere continuamente illuminata dalla Luce Divina. Gli Angeli cantavano l'Inno in latino “Salve Sancta Parens” (Ti salutiamo Santa Madre). Allora la santissima Vergine Maria si avvicinò all'Immagine, ed entrò in lei. In quel momento la statua prese vita, e cantò armoniosamente il “Magnificat”. Erano le tre della mattina. 

Madre Mariana uscì dall'estasi, e contemplò la bella statua terminata, piena di luce. Uscì per chiamare le sue consorelle, e quando salivano verso il Coro superiore, udirono le voci angeliche che cantavano la “Salve Sancta Parens”. 
Nell'entrare nel Coro, osservarono stupite che il recinto era illuminato, e che il volto dell'Immagine di Maria santissima era totalmente cambiato ed era terminato. Le monache restarono tutte edificate nell'amore e fervore a Dio, e alla santissima Vergine Immacolata. 

Quel giorno, all'ora prevista, lo scultore Francesco del Castillo arrivò al Convento, con le tinte portate da Pasto. Madre Mariana e le altre monache lo fecero entrare nel Coro superiore, senza dirgli nulla. Avvicinandosi e osservando la statua, esclamò: “Questa stupenda Immagine non è opera mia!”. Lo scultore si inginocchiò ai suoi piedi, piangendo nel capire che si era operato un miracolo. Immediatamente chiese carta e penna per fare una testimonianza scritta, giurando non essere quella l'opera uscita dalle sue mani, né la scultura né la verniciatura, infatti era molto differente da quella che aveva lasciato incompiuta solo sei giorni prima. Quello che lo stupiva maggiormente era il colore della pelle dell'Immagine. Dopo andò dal Vescovo per informarlo dell'avvenimento.         Il Vescovo e lo scultore tornarono al Convento e si diressero al Coro superiore.    Il Vescovo constatò il cambio miracoloso e si commosse molto, inginocchiandosi e piangendo cosi come lo scultore. Esclamò: “Maria, Madre di Grazia e Madre di Misericordia, nella vita come nella morte, proteggeteci Gran Signora!”. Dopo fece chiamare Madre Mariana al confessionale, infatti immaginava che lei sapesse quello che era successo. 
Madre Mariana gli raccontò come era avvenuto il miracolo, e come Francesco del Castillo aveva lasciato una testimonianza scritta e giurata dello stesso. 
Madre Mariana continuò: “(il giuramento scritto) si conserverà come testimonianza per perpetuare la memoria di questi avvenimenti, attraverso i secoli. Questo documento insieme ad altri tesori sarà nascosto, dalle mie successore, in un armadio nascosto in qualche parete del convento, in occasione dei tumulti pubblici della guerra, quando questa colonia cercherà di diventare una repubblica libera … non avranno luce per capire che al mio Convento nessuno potrà danneggiarlo … questo, comunque sarà conveniente, perché la mia vita dovrà diventare pubblica nel secolo ventesimo. Le altre cose si troveranno quando ritornino al governo i Frati Francescani, a meno che, con umiltà si faccia violenza al Cielo per incontrarle …”. 
Il Vescovo le chiese: “Perché dice … che scriveranno la sua vita e la conosceranno nel secolo ventesimo?”. Madre Mariana gli rispose: “Perché la mia persona e nome sono inseparabili dalle Apparizioni di Nostra Signora del Buon Successo, e tutto questo deve constare per certificare la verità in quei tempi di decadenza della fede. Adesso non conviene far sapere niente, per la propensione del popolo all'idolatria!”. 
Il Vescovo rispose: “Mi sembra d'aver sentito che questa colonia diventerà indipendente dalla Spagna, facendosi una libera repubblica? Come avverrà?”. 
Madre Mariana rispose: “Eccellenza, quello succederà fra due secoli. Lo vedremo dal Cielo”. 
Allora il Vescovo le disse che avrebbe provato a far ritornare i Francescani al governo del Convento, però Madre Mariana rispose: “Per Vostra Eccellenza quel tempo è già passato. Le resta appena quello sufficiente per prepararsi a morire”. Il Vescovo tremò e le disse: “Non possiamo ottenere da Dio che mi allunghi la vita un altro poco …?” Però Madre Mariana gli rispose: “Tutti abbiamo fisso il giorno e l'ora in cui finiremo il nostro tempo mortale …”. 
Il Vescovo accettò la divina volontà, e iniziò i preparativi per la consacrazione della statua, con grande solennità. Ordinò una novena di preparazione per la Consacrazione, ed entrò di nuovo nel Coro superiore per benedire l'Immagine, col fine d'esporla al culto pubblico nella chiesa, imponendogli il nome di “Maria del Buon Successo della Purificazione o Candelora”. Dopo se ne andò. La novena pubblica iniziò il 24 gennaio, con sermoni giornalieri di vari sacerdoti. Il popolo fu invitato il giorno 2 febbraio alla Consacrazione con Olio Santo e Benedizione pubblica della Santa Immagine, alle nove della mattina. 

 

 

 

2 FEBBRAIO 1611, LA CONSACRAZIONE DELL'IMMAGINE DI NOSTRA SIGNORA DEL BUON SUCCESSO

Il 2 febbraio del 1611, la chiesa del Monastero non riusciva a contenere il grande numero di fedeli accorsi. C'erano tutte le autorità ecclesiastiche e civili, la marchesa di Solanda, madrina della statua. La statua venne posta sull'altare maggiore, insieme al pastorale e alle corone. Terminata la santa Messa, un Frate Mercedario fece una bellissima predica. Dopo, il Vescovo chiese a tutti che l'accompagnassero nella preghiera: 
“Salve Maria Santissima, Figlia di Dio Padre; Salve Maria Santissima, Madre di Dio Figlio; Salve Maria Santissima, Sposa di Dio Spirito Santo; Salve Maria Santissima, Tempio e Tabernacolo della Santissima Trinità …”. 
Dopo la preghiera, la statua miracolosa venne portata in processione solenne dai frati, dai sacerdoti, dalle religiose e dalla marchesa, con una grande Croce, canti, candele e fiori nelle mani, fino al Coro superiore, nel posto chiesto dalla santissima Vergine Maria, sopra lo scranno della Priora. Lì Francesco del Castillo aveva fabbricato con accuratezza una nicchia dorata, nella cui parte superiore c'era una Croce, ai piedi della quale c'era un’ Immagine del Padre Eterno tra le nubi, tenendo sul petto lo Spirito Santo in forma di colomba. Collocata dai sacerdoti la statua nella nicchia, il Vescovo salì fino alla nicchia. 
Collocandole la corona le disse: “Signora, vi consegno la Chiesa”. 
Nel collocare il pastorale nella mano destra, le disse: “Signora, vi consegno il governo di questo Convento e di tutto il mio gregge”. 
Nella stessa mano le pose le chiavi, dicendogli: “Signora e Madre mia, vi consegno la mia anima, apritemi le porte del Cielo, perché fra poco lascerò la vita presente. Abbi cura di questa clausura, delle vostre figlie, con amore e attenzione. Difendile sempre e conserva in loro lo spirito religioso …”. 

Il Vescovo ordinò che tutti i sabati dell'anno, dopo la Messa, in memoria della Consacrazione della statua, si realizzi una cerimonia solenne, con la presenza del sacerdote e di tutte le monache, con candele, preghiere e canti. L’intero giorno passò in santa letizia. 

Monsignor Rivera morì il 24 marzo del 1612, nel tempo rivelato dalla Santissima Vergine, a causa di una polmonite fulminante. Il sogno profetico del Vescovo si compì nella sua totalità: Madre Mariana era al suo capezzale, in bilocazione, cosi come aveva visto. La santissima Vergine Maria, grata per il culto dato alla Sua Immagine, lo aiutò nel passaggio: Lei portava nelle sue mani le chiavi che il Vescovo le aveva consegnato con tanto amore. Dopo il giudizio, il Vescovo entrò nel processo di purificazione della sua anima, che durò ottant'anni, per le mancanze alla carità che aveva commesso durante i cinque anni di episcopato. 

Da quel 1611 fino ad oggi, essendo rimasta fissata al 2 febbraio, la Festa di Maria del Buon Successo o della Candelora, nove giorni prima, mani sacerdotali e religiose portano con solennità l'Immagine dal Coro superiore alla sua nicchia nella chiesa, dove resta esposta alla venerazione pubblica per alcuni giorni. 

 

SETTIMA APPARIZIONE, 1628. PROFEZIE SULL’ECUADOR. 

Sul finire dell’anno 1628, a mezzanotte, Madre Mariana pregava nel Coro superiore, ed ebbe una visione riguardante l’Ecuador. Dio le rivelò che la colonia cercava d'emanciparsi dalla Spagna, dato che le autorità inviate dal Re, si prendevano libertà, commettendo molti abusi, opprimendo gli innocenti e causando grandi sofferenze. Vide la guerra d'indipendenza, i grandi sacrifici dei patrioti, e la terra inzuppata di sangue. 
Dio le rivelò che la Repubblica d'Ecuador, quasi ai duecento anni dalla sua Indipendenza, sarebbe diventata peccatrice e ingrata con Dio. Sarebbe cresciuto il numero dei Giuda che, posseduti dal demonio, lo avrebbero venduto per denaro a delle persone che avrebbero realizzato segreti sacrilegi contro il Santissimo Sacramento. Madre Mariana vide il miserabile e disgraziato destino eterno di quelle anime. 
Vide che la Repubblica si salvava dall'essere distrutta da un terremoto, per avere Dio suscitato, in quel tempo, anime eroiche e giuste che, come vittime continue, avrebbero placato la Giustizia divina. 

Terminata questa visione, rivide l'Ecuador all'inizio dell'Indipendenza. Una nuvola nera di demoni cercavano d'impadronirsi della nuova Repubblica, per stabilire lì i sette peccati capitali, l'odio a Dio e alla santissima Vergine Maria, e per distruggere tutti i conventi. I diavoli soffiavano un fumo spesso che oscurava la luce della fede nelle anime, che iniziavano a bestemmiare. 

Dopo, vide come il Cielo si aprì sopra la Repubblica, scendendo una luce molto luminosa. Da ogni convento sgorgava una striscia di stelle che saliva fino al Cielo. Madre Mariana udì la voce di San Michele Arcangelo che diceva: “Scendete immediatamente al fondo dell'abisso, maledette e nere legioni, perché qui Dio vive, Dio trionfa, Dio regna in tutti i tempi, attraverso le sue anime predilette! E quando più trionfanti sarete, più prossima sarà la vostra disfatta!”. 
Immediatamente dopo, Madre Mariana vide lampi, fulmini e spade di fuoco che cadevano a destra e a sinistra, maneggiate da mani molto esperte nella guerra, che dispersero le legioni diaboliche, che sparirono lanciando orribili urla. Prima di sparire, i diavoli minacciarono di fare sempre la guerra a questo piccolo paese, dove sarebbe stata molto amata la Madre di Dio, e cercando d'estinguere la devozione del popolo verso di “Lei”. Gridarono: “Verranno tempi nei quali avremo dei buoni agenti … saranno protetti da noi, e gli proporzioneremo piaceri, comodità e ricchezze; e dopo li tormenteremo nell'Inferno!”. Scomparsi i diavoli, l'Ecuador restò calmo, e l'atmosfera era più luminosa di prima. 

Allora Nostra Signora del Buon Successo apparve a Madre Mariana con il Bambino Gesù tra le braccia. Le disse: “Povera figlia del mio Cuore, con questa visione tanto terribile, già s'indeboliscono le tue forze naturali! Però, ancora non è tempo di lasciare la terra: ancora sette anni, in memoria dei miei sette dolori e delle mie sette allegrezze, peregrinerai sulla terra; dopo, il tuo Amore ti chiamerà alla sua Casa, dove la tua lunga vita ti sembrerà che sia durata un giorno, e tu riderai delle tue grandi sofferenze di questa vita, che ti sembreranno insignificanti, e sentirai il desiderio di ritornare in vita, per soffrire e meritare il doppio. 
Vedere la stima delle tue consorelle e dei devoti di questo mio amato Convento, sarà la più grande sofferenza del tuo cuore, che vorrebbe, senza poterlo ottenere, il disprezzo, le burle e le calunnie, perché già passò per te quel tempo d'oro. Quante menzioneranno il tuo nome, desiderando d'aver vissuto nel tuo tempo, e non si renderanno conto che tu stessa starai vivendo nelle loro consorelle, le più disprezzate e oppresse”. 
Nostra Signora del Buon Successo proseguì: “Alza gli occhi e guarda verso il picco del Pichincha, dove sarà crocefisso questo Divino Infante che porto sulle mie braccia. Lo consegno alla Croce, affinché dia sempre buoni successi a questa Repubblica, che sarà molto felice, quando per tutta la sua estensione mi conoscano e mi onorino sotto questa invocazione; infatti sarà un buon successo per le anime, case e famiglie, e questa invocazione sarà pegno di salvezza”. 

Immediatamente i tre Arcangeli, Michele, Gabriele e Raffaele, presero il Bambino Gesù dalle braccia della santissima Vergine Maria, e lo condussero al picco del Pichincha, sparendo subito dopo. Lungo il cammino con gli Arcangeli, il bambino Gesù “crebbe”, e una volta giunto sul monte, appariva come se avesse dodici anni. Il divino Bambino si prostrò a terra, con le braccia a croce, e pregò il suo Padre Celeste: 

“Padre Mio e Dio Eterno, considerate benigno questa piccola porzione di terra che oggi mi date, perché regni in lei, come Signore assoluto, il mio amorevole e tenero Cuore, e quello di Mia Madre Santissima, creatura tanto pura e bella come non c'è nessun altra. In questo luogo, si darà la libertà alla nuova Repubblica, e il mio Cuore infantile si gonfia d'infinita tenerezza, nel vedere quanti eroi perderanno la loro vita temporale. Siano benedetti mille volte per i loro eroici sacrifici, le loro anime saranno ricevute in Cielo, perché godano il premio dei loro sforzi. E' per questo che voglio pregare in questo monte, come pregai nel Gethsemani, chiedendo per Me tutte le anime che popoleranno queste terre, liberandole dall'ira diabolica che tanto le minaccia …”. 

Finita la preghiera, si udì una maestosa voce dal Cielo che diceva: 
“Questo è mio Figlio molto amato, nel quale trovai sempre i miei compiacimenti. Uditelo e imitatelo, anime scelte e amate”.
 
Allora tutto il colle si circonfuse di luce. Il Bambino Gesù si alzò dal suolo, e trovò vicino a sé una Croce di legno con la scritta INRI in alto. Dal braccio sinistro pendeva una corona di spine, e dal destro una stola bianca. Immediatamente apparvero i tre Arcangeli, San Michele portava un’ostia bianca, San Gabriele una tunica bianca adornata di stelle, e San Raffaele un manto rosato. 
Il Bambino Gesù si vestì con la tunica, sopra la quale San Michele aggiustò la stola, in diagonale, secondo l'uso dei diaconi. Sopra la tunica, il Bambino Gesù si mise il manto rosato. Così vestito, si avvicinò alla Croce e stese le Sue mani, rimanendo crocefisso senza chiodi. Prendendo la corona di spine, gli Arcangeli la misero sulla Sua testa. Allora il Bambino Gesù iniziò a piangere, e le Sue lacrime furono raccolte dai tre Arcangeli, che l'aspersero per tutta la nazione. 
Il Bambino Gesù disse a San Gabriele di collocare l'Ostia dietro la sua testa. Fatto questo, tre raggi di luce attraversarono l'Ostia. Il raggio verticale diceva la parola Amore, in quello destro, Ecuador, e nel sinistro, Spagna. Dalla Sua testa ferita dalle spine, sgorgava sangue, cosi come dalle ferite delle mani e dei piedi, anche se non si vedevano i chiodi. 

Il Suo sguardo, dalla Croce, abbracciava tutta la futura nazione, l’Ecuador, e singhiozzando, ripeteva: “Non posso fare di più per te, per dimostrarti il Mio Amore. Anime ingrate, non ripagatemi con disprezzo, sacrilegi e bestemmie, tanto amore e delicatezza del Mio Cuore. Almeno voi, le mie scelte e amatissime Spose, siate continuamente le eroine della vostra patria, in mezzo agli amari e funesti tempi che verranno. La vostra umile, segreta e silenziosa preghiera, insieme alla vostra penitenza volontaria, salverà la nazione dalla distruzione dove la conducono i suoi figli ingrati, infatti questi, umiliando e disprezzando i buoni, esalteranno e loderanno i cattivi satelliti di satana che verranno”. 

Terminata la visione, Madre Mariana pianse, infatti era dispiaciuta per la futura separazione della colonia dalla Spagna, la sua patria. Madre Francesca degli Angeli la consolò, dicendogli: “Perché piangi quello che i nostri occhi non vedranno? Lasciate la tristezza, suoniamo l'arpa e cantiamo…”. Ed entrambe, al suono dell'arpa, suonata dalla Madre Mariana di Gesù, cantarono alcuni canti religiosi che Madre Mariana compose in gioventù. 

Nota: La battaglia di Pichincha avvenne il 24 maggio 1822; sancì l’Indipendenza dell'Ecuador dalla Spagna. L'Inno Nazionale dell'Ecuador cita questa profezia, e dice nella prima e seconda strofa: "I primi, i figli del suolo, che superbo il Pichincha decora, ti acclamarono per sempre, Signora, e versarono il loro sangue per Te. Dio vide e accettò l'olocausto ... ". 

 


SETTIMA APPARIZIONE, 16 GENNAIO 1629. 

Madre Mariana riferì la visione del Bambino Gesù al suo direttore spirituale, che le disse di raccontare tutto al Vescovo, Monsignor Pietro d'Oviedo. Madre Mariana gli inviò una lettera, chiedendogli di venire al Convento, per riferirgli di una visione avuta. Il Vescovo venne subito, e ascoltò ammirato il racconto. Allora il Vescovo ordinò alle due Madri che, insieme a lui, iniziassero una novena allo Spirito Santo, per chiedere luce sopra quello che dovevano fare. Dopo dieci giorni sarebbe ritornati per prendere una decisione. 
Un giorno della novena nel quale Madre Mariana e Madre Francesca pregavano nel Coro inferiore, Madre Mariana ricevette la visita della santissima Vergine del Buon Successo: Madre Francesca vide anche lei la visione, ma non sentì le parole. Come sempre, la santissima Vergine Maria portava il Bambino Gesù sul braccio sinistro, e il pastorale nel destro. 
La Madre di Dio disse a Madre Mariana: “Il Mio dolce Bambino ti parlò e ti mostrò la guerra che ci sarà, perché questa colonia si separi dal Regno di Spagna, diventando una Repubblica libera. Hai capito la convenienza di questo, e il tuo cuore soffrì per la separazione dalla tua madrepatria. E' giusto il tuo dolore, perché è una grande virtù amare la patria natale e interessarsi del suo bene pubblico. A tua consolazione, ti faccio sapere che l'indipendenza è molto conveniente, per diminuire le responsabilità dei monarchi, che inviando i loro rappresentanti a governare, questi diventano ambiziosi, si prendono libertà indebite, offendono la Chiesa, oltraggiano i Ministri del Signore, e diventano padroni assoluti di tutto. Tu conosci gli innumerevoli mali inflitti alla Chiesa di Dio, in questa colonia, durante quei tempi. Amiamo molto questa piccola porzione di terra. Un giorno sarà Ecuador. E per le anime veramente buone che vivranno qui, ci impegniamo a farla una Repubblica libera, che un giorno sarà consacrata solennemente al Santissimo Cuore del mio Figlio Divino. A pieni polmoni ripeteranno da un confine all'altro: «La Repubblica del sacro Cuore di Gesù». 
Verranno tempi funesti nei quali, quelli che dovrebbero difendere con giustizia i diritti della Chiesa, daranno la mano ai nemici della Chiesa, per fare quello che questi vogliono. 
Però, guai all'errore del saggio, lui che governa la Chiesa, del Pastore del gregge che mio Figlio Santissimo affidò alle sue cure! Quando appariranno trionfanti e quando l'autorità abusi del suo potere commettendo ingiustizie e opprimendo i deboli, la loro rovina sarà vicina. Cadranno per terra! 

Allegra e trionfante risorgerà la Chiesa, nelle abili braccia del cuore materno del mio figlio eletto e amatissimo di quei tempi, il quale presterà ascolto alle ispirazioni della Grazia, essendo una di loro la lettura della grande Misericordia che mio Figlio Santissimo e io ti abbiamo usato. Lo abbiamo riempito di Grazia e doni molto particolari, lo faremo grande nella terra e ancora di più nel Cielo, dove gli abbiamo riservato un trono molto prezioso, perché senza timore degli uomini, combatté per la Verità, e difese imperterrito i diritti della Chiesa, per questo giustamente lo possiamo chiamare martire. 

Hai visto crocefisso il mio Divino Bambino nel Picco di Pichincha; dato che quella collina domina la città, mio Figlio Santissimo volle santificare quel luogo, da dove l'amato Cuore Santissimo del mio Gesù vuole esercitare il suo dominio. 
Così come per mio comando, hai lasciato la mia Immagine sopra lo scranno della Priora, nel Coro superiore di questo Convento, vogliamo ugualmente che tu faccia riprodurre questa visione su stampe, scrivendo su di loro le stesse parole che udisti dalle labbra del tuo Amore crocefisso nel Picco del Pichincha. Quelle stampe voleranno per il mondo intero, e tutti impressioneranno santamente, senza sapersi col passare del tempo la sua provenienza. Adesso il Vescovo ha lume sufficiente per dirti lui stesso, che conviene fare delle stampe …”. 
Allora Nostra Signora diede la benedizione a Madre Mariana e Madre Francesca, e disparve. 

Finita la novena, il giorno dopo, il Vescovo andò al parlatorio del Convento, e parlò con le due Madri. Disse loro: “Veramente, è lo Spirito di Dio che dirige le vostre anime, durante la novena sentii emozioni celesti, e in sogno mi sembrò di vedere mia Madre Santissima. Inoltre, mi parve di vedere tutta la visione della Madre Mariana di Gesù, riguardo al Bambino Crocefisso nel picco del Pichincha, con un’aggiunta: mi domandava di far disegnare l'apparizione del Bambino Gesù, e che ne ordinassi la stampa. Queste stampe saranno sparse per tutto il mondo, accompagnate dalle parole pronunciate dallo stesso Bambino Divino, ed inviate in Spagna con lettere di raccomandazione a sua Maestà, chiedendogli di usare la sua autorità per effettuarne una rapida diffusione …”. 
Il Vescovo scrisse poi al Re di Spagna una lettera, con la richiesta della stampa dei santini, oltre ad inviargli un racconto esteso, con tutti gli straordinari dettagli della vita della Madre Mariana di Gesù. 

 

 

OTTAVA APPARIZIONE, 2 FEBBRAIO 1634.

Il 2 febbraio del 1634, la Madre Mariana pregava a mezzanotte nel Coro superiore. 
Diceva: “Santissima Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo, Santissima Vergine del Buon Successo, vi ringrazio per tutti i benefici che senza merito personale, ricevetti: mi avete manifestato tante meraviglie, che costituiranno motivo di stupore per i secoli futuri, a quelli per cui è riservata la conoscenza del mio nome, e dei grandi e ammirabili prodigi che accaddero in questo Convento Reale. Fate che questo mio Convento sia sempre governato da Priore con una carità ben compresa, che correggano gli abusi con polso fermo, tenendo nelle mani un bastone di ferro con quelle che nei tempi tristi s'infiltreranno qui …”. 

Il dolore che ebbe Madre Mariana, nel pensare a quelle future monache infedeli, le fece fare un’audace richiesta: “Vorrei chiedervi di conservarmi la vita per sostenerle al santo, giusto e ragionevole. Temo che il cattivo esempio, come una terribile peste, si propaghi sottilmente nella mia amata Comunità, estinguendo la virtù e la santità delle mie buone e docili figlie. Per questo voglio vivere in quei tempi, per reprimere le insolenti con la mia autorità di Fondatrice, e impedire i grandi mali riservati per quei tempi sfortunati”. 
Quando Madre Mariana finì la sua richiesta, il Coro si riempì di luce, e si aprì il Tabernacolo. 

Il Signore le fece conoscere come nell'Eucarestia ci sono il Padre, il Figlio con la Sua Santa umanità, e lo Spirito Santo, e il modo come Dio concede alle sue creature le Sue Grazie, e i sette santi Doni per arrivare alla perfezione. Vide come la santissima Vergine Immacolata fu preservata dal peccato originale fin dal concepimento, per i meriti di Gesù Cristo. Le furono mostrati tutte le istituzioni religiose che dovranno fondarsi fino alla fine dei tempi, e anche quelle che si distruggeranno per la decadenza spirituale dei suoi membri.
Il Signore le fece anche vedere che non era necessaria la sua vita materiale per prendersi cura della Comunità, infatti la santissima Vergine Maria l'avrebbe favorita dal Cielo. 

Allora la Madre di Dio, che era presente, le parlò: “Figlia amata, non è necessario che il tuo esilio si prolunghi per tanti secoli. Oggi che la Santa Chiesa celebra il Mistero della mia Purificazione al Tempio e la Presentazione del mio Figlio Divino, voglio metterlo tra le tue braccia, come prova che, da qui a un anno, starai vivendo nel Tempio della Gloria. Resterò io a vivere e a governare questo mio Convento, attraverso la mia Immagine miracolosa che ti ordinai fosse fatta e posta nel Coro superiore di questo mio Convento, sopra lo scranno Priorale, e tu devi uscire tranquilla da questa vita mortale, lasciando alle tue continuatrici questo prezioso tesoro, che non fu dato né lo sarà, a nessun altro Convento. Ricevi tra le tue braccia il mio dolce Bambino, come prova del mio amore a questo Convento, e che sempre lo custodirò. Preparati con questo a uscire dalla tua vita mortale, tu resterai presente nella persona delle buone religiose”. 
E la santissima Vergine Immacolata, dopo aver stretto al Cuore il suo divino Bambino, lo mise, felice, tra le braccia di Madre Mariana, che lo ricevette con gioia indescrivibile. 

Il Bambino Gesù, stando tra le sue braccia, le disse: “Mia amata sposa, come sei bella ai miei occhi! Nella tua lunga vita solo Io sono stato il tuo unico amore, amasti la Croce come l'amai Io, e la caricasti in pace, facendo di lei il tuo tesoro e la tua ricchezza. Amo questo Convento, perché è una Fondazione e proprietà di mia Madre Immacolata, e anche mia. Lo amo perché tu sei vissuta in lui, e vi seguiterai vivendo in tutti i secoli. 
Nei tempi difficili, Io lo sosterrò. Le sorelle incaute e carenti di solida virtù, metteranno in dubbio la tua meravigliosa vita e i favori molto speciali e rari che Io e la tua Madre benedetta ti abbiamo regalato. Le eminenze del mondo muoveranno una guerra implacabile, ci sarà dubbio, opposizione e indifferenza. Solamente alle anime umili e semplici di cuore, si darà la sincera sicurezza, la conoscenza e la ferma convinzione di quanto è riferito della tua vita, che resterà occulta durante i primi secoli di questa colonia, che si trasformerà in una nuova patria. 
Né il potere dei re e dei principi pagani fu capace d'impedire la fondazione della Mia Chiesa. Questa Chiesa tanto amata, la conserverò fino alla fine dei tempi. Lei sarà fortemente combattuta, però mai vinta, perché se mancassero gli uomini, porterò dal Cielo legioni di Angeli per conservarla, fino al suo trionfo. Nelle epoche funeste, Io la governerò a mio gusto e volontà, attraverso i miei Vicari nella terra, residenti in Roma, città dei Papi di invitta e intrepida Fede. Al Papa devono obbedire e riconoscere come al mio rappresentante in terra, a lui devono prestare obbedienza cieca. Il Dogma della Fede dell'Immacolata Concezione di Mia Madre, sarà proclamato quando la Chiesa sarà più fortemente combattuta, e il mio Vicario si troverà prigioniero”. (Nell’ aprile del 1848, la massoneria internazionale fomentò attentati, rivoluzioni e disordini contro il Papato e le nazioni cattoliche. A causa dei disordini, il Papa si rifugiò a Gaeta. Il massone Mazzini proclamò, nel 1849, la "Repubblica Romana." Le chiese furono saccheggiate, e Mazzini depredò le opere d'arte della Chiesa, per pagare la massoneria britannica che gli aveva dato il denaro per prendere Roma. Grazie all'intervento delle truppe francesi, la "Repubblica Romana" cadde, ed il Papa poté ritornare nella capitale, nel 1850. Gli ultimi anni del suo pontificato li visse in isolamento nel Vaticano, vedendo come le proprietà della Chiesa in Italia erano successivamente confiscate. Il Beato Papa Pio IX, l’8 dicembre del 1854, circondato da 92 Vescovi, 54 Arcivescovi, 43 Cardinali e da una grande moltitudine di popolo, definì il Dogma di Fede della Immacolata Concezione della Vergine Maria).
“Allo stesso modo, il Dogma della Fede del Transito e Assunzione in corpo e anima ai Cieli di Mia Madre Santissima. Ma voi, mie Spose e anime scelte, dovete crederlo sempre come se fosse un Dogma”.  

(Papa Pio XII, l'1 novembre del 1950, definì il Dogma di Fede della Assunzione al Cielo della santissima Vergine Maria, in corpo ed anima).
 
“Questo mi dà molta gioia, perché è un atto di riconoscimento al mio potere e al Mio Amore di Figlio alla Immacolata Vergine Madre, alla quale per Mio proprio onore e dignità, mai avrei permesso che il suo immacolato e benedetto corpo si riducesse a polvere della terra, come succede per la maggior parte degli esseri umani. So che è incomprensibile per gli uomini la comprensione della conservazione incorrotta dei corpi di alcuni dei miei servi, con quanta maggiore ragione non conserverei il Corpo di Mia Madre, Vergine Immacolata! 
Maledetti mille volte siano gli eretici e i loro seguaci, che mettono in dubbio i misteri concernenti Me e Mia Madre! Siano maledetti! E sia la loro dimora eterna il centro della terra, insieme al padre della menzogna, Lucifero e i suoi seguaci, in mezzo al fuoco creato dall'Ira Divina, per gli angeli ribelli e gli uomini che li seguono, allontanandosi dalla Verità, fuori dalla Chiesa Cattolica!
 
La Madre Francesca degli Angeli, nella quale impressi segretamente le mie piaghe, vera figlia del Serafino Piagato, Francesco d'Assisi, finirà il 4 di ottobre, alle cinque del pomeriggio, la sua vita terrena, per entrare nell'Eternità. Lei non deve nemmeno vedere il Purgatorio, e per purificarsi dopo il suo cammino, soffrirà per tre mesi tormenti indicibili dell'anima, tentazioni di ogni tipo e contro tutte le virtù, essendo le più dolorose quelle contro la Santa Fede, e la santa purezza. In quel periodo tanto doloroso per quest'amata mia Sposa, riempirà la sua anima di grandi meriti. Perché quando ad alcune anime molto amate dal Mio Cuore dò il Purgatorio durante la vita mortale, è perché la purificazione venga accompagnata dai meriti, cosa che non succede nel luogo d'espiazione, dove le anime riscattano le mancanze commesse, senza acquistare nessun merito personale, come mendicanti indigenti della carità dei suffragi della Chiesa Militante. 
E come abitualmente sopravviene la dimenticanza di quelle che soffrono nella Chiesa Purgante (il Purgatorio), è lì perché tu possa vederla, quella città di fuoco, pianto e dolore, composta per quell'innumerevole numero di spiriti di tutte le età, genere, condizione e stato, che sono usciti dalla vita terrena, soffrendo quello che per gli uomini è incomprensibile …”. 

Allora Madre Mariana alzò lo sguardo, e contemplò il Purgatorio. Le anime chiedevano con le braccia alzate, preghiere, penitenze e suffragi. 
Gesù continuò: “Nel tempo della sua purificazione, gli ultimi tre mesi, aiutala con le tue preghiere, penitenze e consigli. Io darò una unzione alle tue parole e luce chiarissima, perché tu conosca le sue sofferenze interiori, e veda come le anime giuste si purificano, prima d'entrare nel gaudio eterno, dove tutto sarà restituito fino all'ultimo centesimo. 
Ah! Se le anime religiose avessero un cuore docile alle ispirazioni della Grazia, come farei loro vedere la purezza che bisogna avere per entrare nella Gloria! 
Ti dico che attraverso i tempi ci saranno anime traditrici, ingrate, Spose infedeli che mi odieranno. Però in questo Convento, tanto amato dal mio Cuore, non tollereremo questi estremi. No, qui vivremo e regneremo sempre. Qui mi rifugerò quando il mondo mi perseguita. Qui avrò anime segrete, singolari e sempre sconosciute, con le quali mi compiaccio, e che mi alleggeriranno e disarmeranno quando la mia Giustizia sarà al colmo per le malvagità e sacrilegi del secolo ventesimo. 

Per te già finisce l'esilio, da qui ad un anno sarai in Cielo, infatti chiuderai i tuoi occhi alla luce materiale per aprirli alla Luce eterna, il giorno 16 gennaio del prossimo anno. (…)

In questo Convento della Mia Immacolata Madre, Io sarò sempre servito, amato e adorato in Spirito e Verità. E' per questa ragione che Io stesso ispirai alla Mia Sposa, tua Madre Maria Taboada, quando vedeva edificarsi questa Fondazione, che la si intitolasse col mio dolce Nome di Gesù, e portasse dalla sua Patria una mia Immagine per essere venerata, amata e riconosciuta come titolare di questo Convento. Voglio che tu sappia e trasmetta alle tue figlie, che la devozione al Bambino Gesù sarà sempre, in ogni conflitto, la salvaguardia del Convento. Se mancasse questa devozione, sparirebbe il bello spirito dell'infanzia spirituale, nel quale tanto si compiace il Mio Padre Celeste. 

Felici mille volte le anime religiose che abiteranno in questa Mia Casa, che mi amano e mi danno culto! Io le riempirò di Luce e Grazia, perché le loro anime siano preziose davanti al Mio Padre Celeste e alla Santissima Trinità, in loro ci diletteremo. 
Sta’ bene attenta, in tutte le apparizioni con le quali la Mia Immacolata e Benedetta Madre ti favorì, sempre mi portò sul braccio sinistro, per placare con me la Giustizia Divina, ed il prezioso pastorale nel braccio destro, per governare questo mio gregge amato. 
Nei primi anni del secolo ventesimo, quando, senza conoscenza degli uomini, questo mio Convento starà per estinguersi, Io stesso farò una nuova Fondazione, iniziando da persone dal cuore docile, umile e abile. Quando sarà terminato il tempo del castigo di questa mia Comunità, durante il quale il demonio lavorerà per distruggerla, impedendo il rinnovamento delle monache e mettendo mille ostacoli caratteristici del suo orgoglio luciferino e invidioso, mi vendicherò di quelle che si presero ingiuste libertà per opprimere gli esseri indifesi che solo hanno lacrime. 
Queste vedranno nel momento della morte, con nitida luce, tutta l'enormità della loro condotta, le grazie che ricevettero per emendarsi, gli aiuti che ebbero nei buoni esempi delle consorelle, le preghiere che si dirigevano al Cielo, frustrandosi tutto per il loro rifiuto e superbia, per la loro vanagloria d'essere qualche cosa, quando ogni mortale non è altro che un sacco di vizio e una manciata di polvere. 
Ah, se gli uomini capissero quanto mi feriscono e dispiacciono le sfiducie e le piccole imperfezioni continuate! Per questo Io non le sopporto, niente a metà mi piace, o tutto o niente, a Mia immagine, che non rimase una sola goccia di Sangue o di acqua nel Mio Corpo fracassato nella Croce! Allora, Io li abbandono e lascio che seguano i desideri del loro cuore perverso, per non doverli riconoscere davanti al Mio Padre Celeste, dato che nella loro vita si vergognarono dell'umiltà, dell'obbedienza, della pratica delle virtù, quelle che fanno violenza alla natura. Poveri quelli e quelle! Poveri loro! 
Ma quei Sacerdoti e anche Vescovi e anche Religiose come Secolari, che amando l'Ordine di Mia Madre, si sforzeranno per l'aumento e la conservazione di questo Mio Convento, saranno benedetti dal Mio Cuore e li ricompenserò in questa vita, con Grazie e favori, e avranno nell'altra riservato il Premio. 
Ti faccio anche sapere, amata Sposa, che è grande il Mio Amore e la predilezione per l'Ordine di Mia Madre, che porta il titolo della Mercede e Misericordia. A quell'Ordine dei Mercedari, unirò in Santa Fratellanza questo Convento Mio e di Mia Madre Immacolata, e perché quei lacci di unione fraterna siano indissolubili, in tutti i secoli ci saranno membri di un Ordine vivendo nel Convento dell'altra, reciprocamente; tra i Mercedari avrò Ministri fedeli, con solide virtù, che, nascosti agli occhi umani, disprezzati dal mondo, e a volte anche dai loro, sempre mi daranno gloria. Loro saranno quelli che porteranno anime per questo Mio Convento. Guarda e conosci tutti”. 
Madre Mariana vide i santi Mercedari di ogni tempo, e diede grazie a Dio perché Lui avrà sempre, in tutti gli Ordini, anime belle e amate. 

Così finì la visione del Bambino Gesù e le Sue profezie, tra le braccia della Madre Mariana. 
Madre Mariana riferì a Madre Francesca degli Angeli tutto quello che aveva detto il Bambino Gesù, anche che presto sarebbe morta. Madre Francesca ricevette la notizia serenamente, anche se era un poco preoccupata per i tre mesi di tribolazione spirituale che l'aspettavano. 
La Madre Mariana pregò la Madre Francesca che venisse, con le altre Fondatrici, ad assisterla nella morte, e la Madre Francesca glielo promise. 

 

 

NONA APPARIZIONE, 1634

Madre Mariana pregava alle tre del mattino, nel Coro superiore, davanti al Tabernacolo, dicendo: 
“… prostrata nella polvere vi adoro come a Padre e Sposo, e quest'amore esce vittorioso, nella fiducia che sarò purificata dal vostro Prezioso Sangue, attraverso le mani dell'Imperatrice del Cielo, Maria Santissima, mia Madre, a cui chiedo il Buon Successo nel passaggio della mia morte, nella sentenza definitiva dalla quale dipende la mia felicità eterna …”. 
Pronunciate queste parole, vide spegnarsi la fiaccola che ardeva a lato di Gesù Sacramentato, restando l'altare totalmente al buio. Madre Mariana volle alzarsi per accendere una candela, però non poté muoversi. Allora una Luce soprannaturale illuminò tutto il Coro, e apparve la santissima Vergine Maria, che accese il lumino, si mise davanti a lei, e le parlò: 
“Figlia amata del Mio Cuore, sono Maria del Buon Successo, tua Madre e Protettrice che, portando mio Figlio Santissimo nel braccio sinistro e il pastorale nel destro, vengo a darti la bella notizia che, tra poco più di dieci mesi, chiuderai finalmente gli occhi alla luce materiale di questo mondo, per aprirli alla chiarezza della Luce Eterna. 
Oh, se tutti gli uomini conoscessero ciò che è il Cielo, ciò che è il possesso di Dio! Come vivrebbero diversamente, e mai ometterebbero qualsiasi sacrificio per averlo! 
La lampada che brucia davanti all'altare e che hai visto spegnersi, ha vari significati: 
Il primo è che alla fine del secolo diciannovesimo, a per buon parte del ventesimo, varie eresie si propagheranno in queste terra, che allora già sarà una Repubblica libera, e regnando loro, si spegnerà la luce preziosa della Fede, per la totale corruzione dei costumi. In quel periodo ci saranno grandi calamità fisiche e morali, pubbliche e private. 
Per la liberazione dalla schiavitù di queste eresie, quelli che l'amore misericordioso di mio Figlio Santissimo destinerà per la restaurazione, avranno bisogno di una grande forza di volontà, costanza, valore, e molta fiducia in Dio. 

Il secondo è che questa mia Comunità, essendo ridotta a un numero esiguo di persone, sarà sommersa in un mare di insondabili e indicibili amarezze. 
In questi tempi disgraziati, anche in questo mio orto chiuso entrerà l'ingiustizia, che rivestita col nome di falsa carità, farà scempi nelle anime delle mie figlie fedeli, nelle mie anime nascoste. Loro piangeranno in segreto, lamentandosi col loro Dio e Signore, chiedendogli che per amore al Prigioniero Divino, abbrevi questi tempi disgraziati. 

Il terzo motivo per il quale si è spenta la lucerna, è perché in quei tempi l'atmosfera sarà saturata dallo spirito dell'impurità, che come un mare immondo correrà per le strade, le piazze e i luoghi pubblici con una stupefacente libertà, così che nel mondo, quasi non ci saranno anime vergini. L'invidioso e pestifero demonio proverà, nella sua maliziosa superbia, ad introdursi in questi orti chiusi, che sono i chiostri religiosi … che sofferenza! Ci saranno anime incaute che volontariamente si consegneranno ai suoi artigli, e altre, tornando nel mondo, saranno strumenti del diavolo per perdere le anime. 

Il quarto motivo, è che la setta massonica si sarà impadronita di tutte le classi sociali, e avrà tanta sottigliezza da introdursi nelle case, perdendo così i bambini. Il demonio si glorierà d'alimentarsi con lo squisito cibo dei cuori dei bambini. 
In quei tempi disgraziati, quasi non si troverà l'innocenza tra i bambini, cosi si perderanno le vocazioni al sacerdozio. In quel momento, ci saranno Santi Ministri dell'Altare, anime nascoste e belle, nelle quali mio Figlio Santissimo ed Io ci rallegreremo con i frutti squisiti della santità eroica, ai quali l'empietà farà una dura guerra, riempendoli d'insulti, calunnie e vessazioni, per impedirgli il compimento del Ministero. Loro, come stabili colonne, resteranno inamovibili, fronteggiando tutto, con quello spirito d'umiltà e sacrificio del quale saranno rivestiti, in virtù degli infiniti meriti di mio Figlio Santissimo, che li ama come le fibre più delicate del Suo Santissimo e tenerissimo Cuore. 
Allora soffrirà, questa Chiesa, la notte oscura della mancanza di un Prelato e Padre che vegli con amore paterno, con soavità, fortezza, giudizio e prudenza. 
Prega con insistenza, grida senza stancarti, e piangi con lacrime amare nel segreto del tuo cuore, chiedendo al nostro Padre Celeste che, per amore al Cuore Eucaristico di mio Figlio Santissimo, per il Sangue Prezioso versato con tanta generosità, e per le profonde amarezze e dolori della sua aspra Passione e Morte, Lui abbia pietà dei suoi Ministri e ponga fine, quanto prima, a tempi così nefasti, inviando a questa Chiesa il Prelato che dovrà restaurare lo spirito dei suoi Sacerdoti. 
Questo mio figlio, lo amiamo con amore di predilezione, mio Figlio Santissimo ed io, e lo doteremo di una capacità rara, di umiltà di cuore, di docilità alle divine ispirazioni, di fortezza per difendere i diritti della Chiesa, e di un cuore tenero e compassionevole, perché come un altro Cristo, attenda al grande e al piccolo, senza disprezzare i più sfortunati, ai quali darà luce e consolazione nei loro dubbi e amarezze. E perché con soavità divina guidi le anime consacrate al servizio di Dio nei conventi. 
Nella sua mano porrò la bilancia del Santuario, perché tutto si faccia con peso e misura, e Dio sia glorificato. 
Per preparare questo Prelato e Padre, saranno di contrappeso la tiepidezza di tutte le anime consacrate a Dio nello stato sacerdotale e religioso. Questa sarà la causa per la quale si approprierà di queste terre il maledetto satana, che si prenderà tutto per l'arrivo di tanta gente straniera e senza fede, che come una nuvola nera oscureranno il limpido cielo di quella che sarà la Repubblica consacrata al Sacro Cuore del mio Divin Figlio. 
Con quella gente entreranno tutti i vizi, che attrarranno a loro volta ogni sorta di castigo, come la peste, la fame, dispute interne e con altre nazioni, e l'apostasia, causa di perdizione di un considerevole numero di anime, tutte molto amate da Gesù e da me. 

Per dissipare questa nube nera, che impedisce alla Chiesa di godere il chiaro giorno della libertà, ci sarà una guerra terribile nella quale scorrerà il sangue di ecuadoriani e stranieri, di sacerdoti secolari e regolari, e anche di religiose. Quella notte sarà orribile, perché agli occhi umani il male sembrerà trionfare. Allora sarà arrivata la mia ora, nella quale Io, in maniera sensazionale, spodesterò il superbo e maledetto satana, collocandolo sotto i miei piedi e seppellendolo nell'abisso infernale, restando finalmente la Chiesa e la patria libere dalla sua crudele tirannia. 

Il quinto motivo si deve al disinteresse, alla noncuranza delle persone che, possedendo grandi ricchezze, guarderanno con indifferenza alla Chiesa oppressa, perseguitata la virtù, trionfante la malvagità, senza impiegare santamente le loro ricchezze nella distruzione del male e la restaurazione della fede, e per quella indifferenza del popolo nel lasciare che poco a poco si cancelli il Nome di Dio, aderendo allo spirito del male, consegnandosi liberamente ai vizi e alle passioni. 
Ah, cara mia! Se ti fosse dato vivere in quel tempo orribile, moriresti di dolore nel vedere realizzato tutto quello che oggi ti rivelo. L'Amore che mio Figlio Santissimo e Io abbiamo per queste terre, nostra eredità, è così grande che vogliamo già da adesso l'applicazione dei tuoi sacrifici e preghiere, per abbreviare la durata di questa tanto terribile catastrofe”. 

Dopo queste parole, Maria santissima del Buon Successo finì la sua visita, e Madre Mariana ebbe la visione di tutto quello che la santissima Vergine Immacolata le aveva raccontato: questo la impressionò talmente, che restò nel Coro, come una morta, con la fronte al suolo e le braccia a croce, e così la trovarono le consorelle, che la portarono nel suo letto. In quello stato restò tre giorni e tre notti. Il terzo giorno, alle tre della mattina, Madre Mariana si svegliò dicendo: “Sì, Serafino piagato e mio amato padre, ti ringrazio”. 

Madre Mariana raccontò l'apparizione della santissima Vergine al suo Direttore spirituale, e gli confidò che quando era incosciente, vide San Francesco d'Assisi, che le disse tra le altre cose: 
“Ti mancano pochi mesi perché finisca il tuo penoso esilio. Nei tuoi ultimi momenti saremo al tuo lato, Beatrice, la Fondatrice del tuo Ordine, io e tutti i fratelli della famiglia Serafica, e il Beato Ignazio di Loyola, che tu ami tanto per l'ardente amore che nella vita ebbe per Gesù Cristo, e gli diede tante anime, anche a costo di grandi sacrifici. Lui è un servo molto amato da Dio, e lo sarà nella sua Compagnia, alla quale animerà in tutta la sua vita spirituale il carattere militare che ricevette dal suo Santo Padre. In lei ci saranno sempre grandi saggi, grandi santi e imbattuti martiri. Possederanno, come dono speciale della munificenza divina, la discrezione e il discernimento degli spiriti, e la coda del serpente non potrà nascondersi da loro. 
A questo Convento tanto amato da Dio e da nostra Madre Santissima, lo aspettano grandi tribolazioni, persecuzioni e calunnie, che purificheranno le anime fervorose e fedeli, e le tiepide le sbalzeranno fuori, come indegne di ricevere questi regali preziosi…”. 

Il 30 luglio 1634, nella preghiera della mattina, che ebbe con la Comunità, apparve alla Madre Mariana il Beato Ignazio di Loyola, molto allegro e con aria marziale. Le disse, tra le altre cose: 
“Sposa fedele di Gesù Cristo, valoroso soldato di Cristo redentore, è già tempo di lasciare la misera terra di pianto e dolore, e salire al Regno Celeste per incoronarvi di gloria, per le insigni vittorie che avete conquistato nella dura guerra della vostra vita penosa. Oh, se gli uomini pensassero per aggiustare la loro vita, a quelle parole che tanto inculcai ai miei figli, e ad ogni anima redenta, col Sangue del Redentore: «Che importa all'uomo guadagnare tutto il mondo, se alla fine perde l'anima?», vivrebbero in un altro modo, e gli antri infernali non si riempirebbero di numerosissime anime che disgraziate si seppelliscono nei suoi abissi, per soffrire inauditi tormenti per tutta l'Eternità. 
La vostra esistenza mortale sta per finire, piena di grandi meriti. Se, incauta, non aveste accettato tante sofferenze, tante sofferenze e umiliazioni, come monete preziose per comprare il Cielo, se voi vi foste addormenta nel pesante sogno della tiepidezza, che sarebbe stato di voi, adesso che state per passare all'Eternità, e dare un rigoroso conto di tutte le grazie ricevute, così come dei dolori e delle sofferenze, che sono mezzi per costruirsi un’Eternità felice?  
Siccome siete sempre stata una mia devota, e mi avete chiamato nei vostri dolori e bisogni, sarò con voi nel letto del dolore. Io vi offro il mio aiuto adesso e sempre per questo privilegiato Convento, attraverso la mia Compagnia, che sarà la consolazione e la luce delle anime che soffriranno e fioriranno qui, all'ombra della Croce …”. 

 

Il 10 agosto 1634, Madre Mariana pregava nel Coro superiore, alle tre del mattino, quando vide uscire dal Tabernacolo una Luce meravigliosa. Contemplò nell'Ostia Consacrata le Tre Divine Persone, nello stesso tempo distinte, ma un solo Dio Vero. Dopo si manifestò la Presenza reale del Verbo nell'Ostia, nella Sua unione ipostatica, Dio e Uomo allo stesso tempo. 
Dopo vide come la Santissima Trinità, avendo previsto gli infiniti meriti del Redentore, creò, nel ventre di Santa Anna, un corpo perfetto, e a questo corpo le infuse un’anima bellissima, senza la macchia del peccato originale, perché fosse Sua Madre. Vide che lei doveva vivere solo tre anni con San Gioacchino e Santa Anna, suoi genitori, per onorare il Mistero della Trinità, dopo i quali doveva andare a vivere nel Tempio di Gerusalemme, dove lei sarebbe stata il modello delle fanciulle chiamate da Dio alla vita religiosa. Dio rivelò a Madre Mariana, i grandi sacrifici e le sofferenze che dovette sopportare nel Tempio, e le virtù sublimi ed eroiche che aveva, altezza alla quale nessun mortale potrà mai arrivare. 
Dopo, ebbe la visione della santissima Vergine Maria come Madre di Gesù e Vergine prima del parto, nel parto e dopo il parto, destinata ad essere Corredentrice dell'umanità, e Rifugio dei peccatori. 
Allora la santissima Vergine Immacolata le parlò così: 
“Figlia fedele e amatissima Sposa dell'Agnello senza macchia, che è il frutto benedetto del mio purissimo grembo, come l'hai visto e compreso; dopo un lungo esilio, già arrivi alle soglie della Patria Celeste. Già la sua Luce inaccessibile inizia a illuminare le tue pupille, con questa Luce che hai visto adesso.
Poveri e miseri gli uomini, volontariamente ciechi! Si precipitano di abisso in abisso, consegnati ai piaceri sensuali, cercando la felicità e la pace. Però queste fuggono da loro, perché solo le si trova e se ne gode nella Croce e nel sacrificio. Devi sapere che la malattia è l'unico e sicuro termometro che gradua la virtù e l'amore a Dio, sono la migliore e la più meritoria penitenza, esente da illusioni, orgoglio e superbia. Alle tue figlie, inculcali perché siano buone e sante religiose, fedeli osservanti delle solenni promesse che volontariamente fecero al loro Dio e Signore, così alle presenti come alle venture di tutti i secoli; loro ne hanno bisogno più che le presenti, perché gli arriveranno terribili sofferenze, persecuzioni, ingiustizie, malattie e sofferenze interiori. Questo sarà il tempo della purificazione di questa Comunità, che sarà nei primi anni del secolo ventesimo, quando la chiesa ecuadoriana si vedrà oppressa, incatenata e perseguitata per il settarismo diabolico, e durerà fra i trenta e i trentatré anni. I crimini occulti e pubblici, in quell'allora Repubblica, come una spessa nube nera, la copriranno tutta, essendo avvelenata e pestifera la sua atmosfera, impossibile da respirare per tutte le classi sociali. 
La cosa più triste è che il clero secolare sarà molto manchevole, perché i ministri dell'Altare, dimenticando la loro sublime missione d'identificarsi con mio Figlio Santissimo, attraverso la conoscenza di sé e la preghiera umile, giornaliera e fervente, vivranno solo nella superficie della loro anima, senza allontanarsi dalle cose sensibili, dall'eccessivo attaccamento alla famiglia e ai beni materiali, credendo di aspirare alla santità dello stato Sacerdotale attraverso la pratica di una o due virtù, senza curarsi del solido fondamento di una profonda umiltà, senza la quale nessuna virtù può esistere. Nessuno è più chiamato di questo: che il Sacerdote è un altro Cristo. Ognuno di loro è la fibra più delicata del Suo Santissimo Cuore: tutto Amore, mansuetudine e umiltà. Di più, che dolore!, che questi stessi, suoi amatissimi, si allontaneranno da Lui, lasciandolo solo e abbandonato nei Suoi Tabernacoli, piangendo la Sua solitudine, la cura e le preoccupazioni delle cose della terra non gli lasceranno spazio perché lo possano ascoltare, essendo questa la ragione per la quale non hanno nessun frutto nella conversione dei peccatori e la salvezza delle anime, motivo per il quale saranno giudicati e castigati nel Supremo Tribunale, perché graziati dalla Divina Bontà, ricevettero il dono preziosissimo della vocazione sacerdotale, per essere Luce del mondo ed edificazione per i fedeli”. 

 

VISIONE DEL PURGATORIO E DEL CUORE DI GESÙ, 2 NOVEMBRE 1634. 
Nelle prime ore del 2 novembre, giorno dei fedeli defunti, Madre Mariana iniziò le sue preghiere per le anime del Purgatorio, chiedendo a Gesù che alleviasse le loro sofferenze, e che le portasse in Cielo. Erano già passate le quattro del mattino, quando Gesù le mostrò i patimenti che soffrono le anime nel Purgatorio. Vide che i patimenti che soffrivano i Sacerdoti e le persone religiose, erano più intensi di quelli dei laici: infatti i primi ricevevano più lumi e grazia per l'esercizio della loro vocazione sacerdotale e religiosa. Vide anche il gran numero di Sacerdoti che si condannano, alcuni per apostasia, e altri perché degradano la loro vocazione, e muoiono nel loro peccato. Questa visione fu particolarmente dolorosa per Madre Mariana. 
Poco dopo la Comunione, nel consumare l'Ostia, vide Gesù totalmente piagato per i maltrattamenti e i flagelli, e il Suo Cuore coperto di piccole e appuntite spine che non aveva mai visto prima. Madre Mariana disse a Gesù: “… Perché soffri tali crudeli e intimi martirii? Non furono sufficienti i dolori della Tua amarissima Passione? In questa, fino ad oggi, non si menzionano spine così piccole. Gli Evangelisti parlano solo delle lunghe e grosse spine con le quali t'incoronarono …”. 

Gesù le rispose: “… Questo Cuore torturato da tante crudeli e piccole spine, così come lo vedi adesso, è riservato per essere manifestato agli uomini, attraverso un'anima religiosa della tua stessa famiglia, fra alcuni secoli: guardala!”. (nelle apparizioni del Sacro Cuore, che avverranno nel XVII secolo a santa Maria Alacoque: apparizioni spiegate in questo libro).

Madre Mariana vide la felice messaggera di Dio che, in tempi calamitosi, era disprezzata dalle sue consorelle e da quasi tutti quelli che la circondavano, ad eccezione di alcuni Sacerdoti i quali, per luce divina, riconoscevano i segreti di Dio confidati a quelli che il mondo disprezza e li considera indegni e con poca intelligenza. 
Gesù continuò: “… come vedi, queste piccole spine mi pungono con crudeltà. Ti faccio sapere che esse sono le mancanze gravi e lievi dei miei Sacerdoti secolari e religiosi, e delle mie anime religiose. Spargerò sopra di loro una pioggia di grazie spirituali, valendomi anche di malattie gravi e lunghe per farli assomigliare a Me. Però loro si lamenteranno della mia amorosa Provvidenza, mi crederanno crudele con loro, e allontanandosi da me con indifferenza, mi lasceranno solo. Frustreranno i grandi disegni che avevo su di loro, perché la Croce e la tribolazione sono il patrimonio dei giusti qui sulla terra. 
Verranno tempi in cui la teoria sarà diffusissima tra i colti e gli ignoranti. Si scriveranno molti libri, però la pratica delle virtù si troverà solo in pochissime anime, e questa sarà la causa dello scarseggiare di santi. Precisamente per questo, cadranno i miei Sacerdoti e le mie religiose in una indifferenza fatale, il cui gelo spegnerà il fuoco dell'Amore Divino, pungendo il mio Cuore amante con queste piccole spine che vedi”.
“Devi sapere che la Giustizia Divina è solita scaricare orribili castighi a intere nazioni, non tanto per i peccati del popolo, quanto per quelli dei Sacerdoti e delle persone religiose, perché questi e queste sono chiamati per la perfezione del loro stato ad essere il sale della terra, i maestri della Verità e i parafulmini dell'ira divina. Nel deviarsi dalla loro sublime missione, si degradano in modo tale che, davanti agli occhi di Dio, sono quelli che accelerano il rigore dei castighi. Adesso, Sposa mia amata, pochi mesi ti restano d'esilio, lavora senza stancarti per la perfezione dei miei Sacerdoti e delle persone religiose, offrendo con questo fine, in unione ai miei meriti infiniti e alla Mia Immacolata Madre e tua, tutto quello che hai, fino al più piccolo respiro. 
Mi compiaccio molto delle persone religiose che prendono sopra di sé la sublime missione di santificare il clero, con le loro preghiere, sacrifici e penitenze. In ogni tempo Io mi sceglierò di queste anime, proporzionandogli nel Cielo una Gloria molto speciale”. Qui terminò la visione.

 

8 DICEMBRE 1634.
Il giorno della festa dell'Immacolata Concezione, l'8 dicembre, la Comunità si era preparata con una novena, e quel giorno tutte le religiose si comunicarono con molto fervore. Dopo le attività della giornata, le religiose andarono a dormire, e Madre Mariana andò nel Coro superiore, alle undici e mezza della notte, a fare la sua solita preghiera. 
Stando la Madre assorta nell'orazione, le apparve la santissima Vergine Maria con il Bambino Gesù nel braccio sinistro, e il pastorale nel destro, come nelle precedenti apparizioni. I tre arcangeli l'accompagnavano, insieme ai nove Cori Angelici. 
San Michele portava innumerevoli tuniche bianche, adornate di stelle e adornate con oro, ognuna ornata da un collare di perle da cui pendeva una Croce d'oro ornata di pietre preziose. Nel mezzo di ogni Croce, c'era una stella con il nome di Gesù e Maria. San Gabriele portava un Calice con il Preziosissimo Sangue, un ciborio pieno di Ostie consacrate, e moltissimi gigli. San Raffaele portava un’ampolla trasparente e chiusa, contenente un balsamo il cui soave odore si spargeva nell'aria, numerose stole di color violetta, e una piuma d'oro, marcata col Nome di Maria. 
Ad un segnale di San Michele, iniziò a cantare il primo Coro Angelico, succedendosi fino al nono. Terminata la sinfonia, la santissima Vergine salutò maternamente madre Mariana, e le disse: 

“… Hai visto quello che i tre Arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele, portano? Quindi, le tuniche bianche sono in primo luogo, per le mie fedeli e fervorose figlie di tutti i tempi, che abiteranno in questa clausura; alcune conservando la loro innocenza battesimale, e altre, per essersi purificate per l'austera penitenza. Le stelle significano il continuo esercizio di tutte le virtù, che daranno luce nel firmamento della Chiesa Cattolica, Apostolica e Romana, Luce che illuminerà molte intelligenze smarrite, riportandole alla Verità Cattolica. Gli adorni preziosi d'oro brunito, sono gli atti generosi e pratici fatti per Amore Divino. Il collare corrispondente ad ogni tunica, significa i lacci dei Voti con i quali si consegnano volontariamente a Dio. La Croce che pende da ognuno di loro, rappresenta tutte le sofferenze fisiche e morali della loro vita, sofferte in cristiana e religiosa rassegnazione, accettando la Volontà Divina. 
In secondo luogo, queste belle tuniche sono anche per i Sacerdoti secolari e regolari e le persone secolari di entrambi i sessi che, amando con cuore semplice e giusto mio Figlio Santissimo e me, amano questo Convento di nostra predilezione, e prescindendo da critiche e irrisioni, lavorano per conservarlo, e si sforzano nel propagare il mio culto, sotto la consolatrice invocazione del Buon Successo, che nel secolo ventesimo sarà il sostegno e la salvaguardia della Fede.
Gabriele porta quel prezioso Calice ricolmo del Sangue Redentore, che significa la Grazia della restaurazione e resurrezione, e della morte del peccato, attraverso il Sacramento della Penitenza. Guarda e contempla la grandezza di questo restauratore e vivificatore Sacramento, tanto dimenticato e disprezzato dagli uomini ingrati! Ci sono alcuni che guardano all'occupazione del Confessionale come a una cosa senza importanza e ad una perdita di tempo. Oh, no! Se ai Sacerdoti gli fosse dato di vedere da se stessi quello che tu adesso vedi, quanto grati sarebbero dell'Amore di predilezione che (Dio) ha avuto, scegliendoli tra migliaia, per redimere dalla tirannica schiavitù, le anime catturate dall'invidioso e disgraziato Lucifero! 
Il Sacerdote lo venero per la sua sublime missione, e lo amo tenerissimamente e lo assisto con segreto zelo, perché non si allontani dalla via della Verità. Il Sacerdote disimpegna nel Confessionale i delicatissimi ruoli di padre, madre, medico e giudice. Alla sua assistenza vengono affannate le anime bisognose, sofferenti, malate e dubbiose. Guai al Sacerdote che, lasciandosi portare dal suo carattere naturale, austero e duro, si liberi scortesemente di quelle anime che cercarono nel suo cuore sacerdotale di essere lavate e purificate dalla lebbra dell'anima!
Quando il Sacerdote starà davanti al Tribunale Divino, dovrà rendere un minuzioso conto di questa delicata missione di dirigere le anime, alcune dovrà tirarle fuori dall'abisso, metterle nel retto cammino del Cielo, ed assisterle perché perseverino. Gli affida anche un altro tipo di anime, anime piene dello Spirito di Dio, che camminano per sentieri soprannaturali, essendo il bersaglio di ogni tipo di villania, disprezzo e anche calunnie da parte di ogni tipo di persona. A queste anime si assegnano sacerdoti che devono dirigerle e sostenerle, contemplando quanto è ammirabile Dio nei suoi Santi. 
Guai al Sacerdote che, incauto, allontani da sé queste anime, che sono per Lui un regalo dell'Amore Misericordioso del Cuore Santissimo di mio Figlio e Signore! Sono per lui le messaggere di Dio, che gli parla e gli insegna attraverso di loro, e della cui grazia dovrà rendere un conto minuzioso, se non seppe approfittarsi e migliorare la sua vita spirituale e sacerdotale, trattandole da fatue o ingannate, senza conoscerle a fondo. 
Anche l'Arcangelo Gabriele aveva con sé un ciborio pieno di Ostie, che significa l'augustissimo Sacramento dell'Eucarestia, che sarà distribuito dai miei Sacerdoti Cattolici ai fedeli cristiani, appartenenti alla Chiesa Cattolica, Apostolica e Romana, la cui testa visibile è il Papa, Re della Cristianità, e la cui infallibilità Pontificia sarà dichiarata Dogma della Fede dal Papa che è destinato a dichiarare Dogma il Mistero della Mia Immacolata Concezione, il quale sarà perseguitato e incarcerato nel Vaticano, per l'ingiusta usurpazione degli Stati Pontifici, per la cattiveria, invidia e avarizia di un monarca terreno”. 

“Vedi il ciborio pieno, perché comprendano la sublimità di questo mistero, e la riverenza con la quale deve essere trattato e ricevuto dai fedeli, avendo in Lui l'antidoto contro il peccato, e un mezzo facile e potente di unire l'anima con il loro Dio e Redentore, che nell'eccesso del Suo Amore verso di loro, restò nascosto sotto l'apparenza di un pezzo di pane, esposto a sacrilegi e profanazioni da parte dei Suoi figli ingrati. 
Per questa riparazione sono destinate le figlie della mia Immacolata Concezione, perché nei segreti divini fu l'espiazione segreta e volontaria, il disegno che Dio ebbe nel fondare questo Ordine!  

Quegli innumerevoli fragrantissimi e bei gigli che vedi vicino al Calice e al ciborio, che ha il mio Arcangelo Gabriele, sono tutte le buone religiose del mio Ordine, che saranno tantissime. Ognuna, nella stessa clausura, avrà una differente missione. Alle mie figlie sono confidati i sette Sacramenti, perché siano compiuti perfettamente dai fedeli, però soprattutto il terzo, il quarto e il sesto (Confessione, Eucarestia, Sacerdozio). 

Il grande e prezioso contenitore trasparente e ben chiuso che porta il mio Arcangelo Raffaele, quello che contiene un balsamo squisito, il cui odore soave si sparge per l'aria purificando l'atmosfera, facendo sentire all'anima grande gioia e ammirabile tranquillità, significa i monasteri e i conventi, luoghi unici nei quali si praticano giornalmente le solide virtù. La purezza e castità che lì esistono, è l'aroma squisito che si diffonde nei paesi felici che possiedono monasteri e conventi, purificando l'aria impura che aspirano i mondani consegnati ai vizi e alle passioni più vergognose; (loro) ritornano a Dio per le preghiere che in quelle Case, incessantemente di giorno e di notte, si elevano al Cielo. Guai al mondo se non ci fossero monasteri e conventi! lì si trova il rimedio di ogni male fisico e morale. 
La Santissima Trinità ed Io, Madre e modello dei Religiosi, amiamo questa casa con tenerezza; ed il canale attraverso il quale scende su di loro il diluvio di preziosissime grazie, che non si danno al mondo, sono Io, in tutti quelli che mi venerano sotto varie invocazioni. Gli Arcangeli raccolgono le loro preghiere, lacrime, penitenze, sospiri e vita di sacrificio, e me le presentano, e Io le presento tutte al Trono del Signore, per la salvezza dell'universo. 
Nessuno si rende conto, in tutta la faccia della terra, da dove viene la salvezza delle anime, la conversione dei grandi peccatori, il dileguarsi di grandi flagelli, la produzione e la fertilità dei campi, la sospensione di epidemie, di guerre, e la buona armonia tra le nazioni. Tutto questo viene dalle preghiere che si elevano dai monasteri e conventi. 
Le innumerevoli stole che porta il mio Arcangelo Raffaele, che tenendo il color violetto diffondono un ammirabile bagliore, significano l'azione pratica e lo zelo sacerdotale dei buoni sacerdoti che, con abnegazione, si dimenticano di sé stessi per fare conoscere e amare Gesù Cristo e Me, lavorando infaticabilmente nella Vigna del Signore, per accrescerla, assisterla, e salvare le anime redente con il Sangue Redentore. Questi sono i servi buoni e fedeli che entreranno nella gioia del loro Signore. 

La piuma di brunito e rifulgente oro segnata con il mio Nome, è per tutti i Sacerdoti che scrivono le mie glorie e i miei dolori, così come per quelli che scrivono diffondendo il mio culto del Buon Successo di questo mio Monastero, molto amato, come anche la tua vita, che è inseparabile da questa tenera e consolatrice devozione, che nel secolo ventesimo farà prodigi tanto spirituali come temporali, perché la volontà di Dio è diffondere questa devozione e la tua vita, per quel secolo nel quale la corruzione dei costumi sarà quasi generale, e la luce preziosa della Fede sarà quasi spenta. 
Ecco spiegate tutte le cose che hai visto, che portano nelle loro mani i miei Santi Arcangeli. Michele «Quis ut Deus?», Gabriele «Fortitudo Dei», Raffaele «Medicina Dei». Ognuno compie la sua missione nel favorire l'umanità caduta, loro si prenderanno sempre cura della mia Immagine e di questo Convento tanto amato e tanto favorito dalla bontà di Dio”. 
Finita l'apparizione, la madre Mariana restò, come sempre, piena del fuoco dell'Amore Divino.

Le rivelazioni di Nostra Signora del Buon Successo e la devozione alla Sua miracolosa Statua sono state approvate dalla Chiesa Cattolica fin dall'inizio delle apparizioni. Fu il nono vescovo di Quito, Salvador de Ribera, che attestò ufficialmente il miracoloso completamento della Statua, effettuato da San Francesco d'Assisi e dai tre Arcangeli – San Michele, San Gabriele e San Raffaele – presiedendo la cerimonia di unzione e solenne consacrazione della Statua, nella Chiesa del Convento Reale dell'Immacolata Concezione, il 2 Febbraio 1611. 
La devozione e le apparizioni furono autorizzate e promosse anche dal successivo Vescovo di Quito, Pedro de Oviedo, che governò la Diocesi dal 1630 al 1646. 
Molte delle profezie di Nostra Signora del Buon Successo si sono realizzate pienamente. Ella predisse la proclamazione del Dogma dell'Immacolata Concezione e dell'Infallibilità del Papa, la Consacrazione dell'Ecuador al Sacro Cuore di Gesù, il martirio di un Presidente Cattolico dell'Ecuador da parte della Massoneria (il Presidente Gabriel Garcia Moreno, assassinato nel 1875), e molte altre cose che devono ancora accadere. La più importante profezia di Nostra Signora del Buon Successo, quindi, parla della crisi mondiale nella Chiesa e nella società, che avrà inizio nel diciannovesimo secolo, e si estenderà per tutto il ventesimo secolo. 

Madre Mariana di Gesù Torres (1563-1635) fu una Suora spagnola della congregazione Concezionista, che viaggiò dal suo paese fino all’America Latina, per fondare il Convento Reale di Quito. La vita di Madre Mariana fu veramente straordinaria. Il numero delle visioni e dei favori mistici a lei concessi sono tanti quanti i miracoli operati per sua intercessione. Durante la sua vita, fu Badessa del Convento per tre mandati. Durante il suo primo mandato, ella soffrì una terribile persecuzione da parte di un gruppo di suore ribelli che volevano mitigare la Regola [trasferirono la giurisdizione del Monastero dai Frati Minori al Vescovo Diocesano]. La ribellione crebbe, e le Suore “inosservati” misero Madre Marina e le altre Madri Fondatrici spagnole, nella prigione del Convento. Madre Mariana accettò tutto questo, e chiese a Nostro Signore di soffrire per la conversione della suora che capeggiava il gruppo delle suore ribelli, detta “la Capitana”; per questa offerta il Signore Gesù concesse a Madre Mariana di provare i tormenti dell'Inferno: questa prova durò cinque anni. 
Uno dei fatti più straordinari della sua vita furono i fenomeni mistici e fisici: le sue diverse morti e resurrezioni. I registri del Convento e della Diocesi documentano le morti e risurrezioni di questa santa suora. La sua prima morte avvenne nel 1582. Trovandosi davanti al Giudizio di Dio, ella fu giudicata innocente, e le fu data una scelta: restare nella gloria celeste in Paradiso, o ritornare sulla terra a soffrire come vittima di espiazione per i peccati del ventesimo secolo. Ella scelse la seconda.
La sua seconda morte avvenne nel Venerdì Santo del 1588, dopo un'apparizione nella quale le furono mostrati i terribili abusi e le eresie che sarebbero esistiti nella Chiesa dei nostri tempi. Ella risuscitò due giorni dopo, la mattina della Domenica di Pasqua. 
Infine, ella morì il 16 gennaio del 1635. Seguirono immediatamente molti miracoli per sua intercessione. Il corpo di Madre Mariana di Gesù Torres si è conservato perfettamente incorrotto, come i corpi delle altre Madri Fondatrici, ed è conservato nel Convento di Quito, in una teca di cristallo. Nel 1906, durante il restauro del Convento, la bara nella quale fu seppellita nel 1635 fu aperta, e il suo corpo fu scoperto incorrotto. 

Sembra strano che una devozione così importante sia stata quasi sconosciuta fuori dell'Ecuador e per un così lungo tempo. Ma c'è una spiegazione soprannaturale a questo. La Madre di Dio disse a Madre Mariana varie volte, che dopo tre secoli di misterioso silenzio, il messaggio e le apparizioni sarebbero state conosciute dal vasto pubblico. Nostra Signora collegò la diffusione di questa devozione al miracoloso e straordinario intervento con il quale Ella avrebbe compiuto la Restaurazione della Chiesa Cattolica, quando la crisi sarebbe diventata così grande, che a molti sarebbe sembrato tutto perduto. Nostra Signora promise inoltre di dare il suo buon successo a quanti sarebbero ricorsi a Lei sotto questa invocazione in questi tempi difficili. Quindi, particolarmente, queste profezie sono per i nostri giorni. 3

 

 

 

 

 

 

 

 

 

NOTE

1 “I dieci segreti di Fatima”, Nicolò Felice, ed. Segno, pag. 174.
2 Il Presidente Gabriel Garcia Moreno consacrò solennemente l'Ecuador al Sacro Cuore di Gesù, il 25 marzo del 1874, Festa dell'Annunciazione e dell'Incarnazione del Verbo. Fu il primo paese nel mondo a farlo. Un anno dopo, il 6 Agosto del 1875, Garcia Moreno fu ucciso brutalmente da sicari inviati dai capi della massoneria, nella Piazza di Quito situata davanti al Palazzo Presidenziale, e parallela al Monastero dell'Immacolata Concezione.